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La Gmg torinese per la visita di Papa Francesco   versione testuale






Migliaia di giovani sabato 20 giugno fin dalle prime ore del mattino hanno sfilato davanti alla Sindone. Sono i giovani che fin da venerdì 19 hanno portato in città, arrivati da tutta Italia e dall’Europa, lo stile delle Giornate Mondiali della Gioventù per l’Happening degli oratori, una mini-gmg appunto che culmina domani con l’incontro con Papa Francesco.
Com’è tipico delle Gmg i ragazzi hanno partecipato alle catechesi su «L’Amore lascia il segno» affollando in ogni posto la chiesa di San Filippo Neri, dedicata al santo primo fondatore dell’oratorio, di cui ricorrono i cinquecento anni dalla nascita.
«La Sindone è un segno dell’Amore – ha sottolineato mons. Guido Gallese, Vescovo di Alessandria e Delegato per la Pastorale giovanile piemontese, che ha guidato la catechesi questa mattina – il segno dell’amore che contempliamo nel Telo non è quello della sofferenza, del supplizio, ma della vita perché amare è l’unica cosa che dà gioia e rende felici pienamente. La felicità – ha evidenziato - è data dalla capacità di amare; un amore che porta gioia e allegria come testimoniato dalla vita dei santi come san Filippo Neri e san Giovanni Bosco». «Siate dunque testimoni della gioia!» – ha esortato - Infine mons. Gallese ha spronato i giovani a cogliere l’occasione della visita alla Sindone, ai luoghi di don Bosco e dell’incontro con Papa Francesco per dare una svolta alla propria vita, per viaggiare su binari più gioiosi e appassionati».
Mons. Franco Brambilla, vescovo di Novara e Vicepresidente della Cei, nel commentare il passo del Vangelo della lavanda dei piedi ha sottolineato «come ciascuno di noi abbia bisogno di essere purificato mettendosi alla scuola di Gesù che si fa servo e offre ad ognuno un dono basato sull’amore che fa crescere relazioni autentiche». Mons. Brambilla ha dunque invitato a riconoscere nel volto della Sindone il volto dell’umiltà di Gesù, in cui si riflettono i volti delle nostre debolezze, le nostre paure, in particolare dei giovani».
 
Gruppi di giovani dalle diocesi di tutta Italia
Dalla diocesi di Novara sono arrivati in 500 per l’Happening. Don Federico Sorrenti, responsabile dell’Ufficio per la Pastorale Giovanile, ha affermato: «Questo pellegrinaggio ha avuto una buona risposta da parte dei ragazzi: la visita alla Sindone rappresenta infatti l’incontro con l’Amore più grande. Molti di loro sono animatori di estate ragazzi che hanno accettato con felicità l’idea di raccogliere, tra le altre attività, anche la riflessione preparatoria all’incontro col Papa e con don Bosco». Fra gli altri gruppi più numerosi 450 dalla Croazia, 350 dalla diocesi di Saluzzo, centinaia da tutte le diocesi del Piemonte e della Lombardia, 50 da Lecce, 50 dalla diocesi di Tricarico in Basilicata, 50 da Cremona.
 
La delegazione di Cracovia
Fra i gruppi anche una delegazione di 36 giovani di Cracovia dove nel 2106 si svolgerà la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, guidati da don Rafael Buzala don Albert Wolkiewicz. Fra loro alcuni giovani membri del Comitato e dell’Ufficio Stampa della Gmg. «Contemplando la Sindone mi sono soffermata sulle ferite – ha commentato Marianna Gurba – il Telo è una lezione di vita, ci invita infatti a guardare oltre quelle ferite che non rappresentano la fine ma l’inizio di una nuova vita di felicità. Un Amore più grande che non abbandona e non delude. Una speranza per tutti i giovani, anche quelli più scoraggiati».
 
«Abbiate il coraggio di osare»: Mons. Nosiglia ai giovani per l’apertura dell’Happening
«Bisogna avere il coraggio di osare, di puntare ad ideali alti, a traguardi che possono sembrare impossibili nella nostra vita – così l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia venerdì 19 giugno si è rivolto alle centinaia di giovani che hanno affollato il santuario della Consolato per l’apertura dell’Happening degli oratori e dei giovani. Mons. Nosiglia ha invitato la gioventù «a non vivacchiare e lasciarsi trascinare dalla vita senza lottare per un futuro migliore, per un qualcosa che viene offerto da Dio stesso, perché Dio ama i giovani e vuole che i giovani siano trascinatori di creatività, di novità, di speranza sia nella comunità cristiana che nella società». I giovani dell’Happening hanno poi partecipato alla processione della Consolata per le vie del centro storico e alla festa dei giovani in piazza San Carlo con il concerto dei gruppi The Sun e Reale.
 
Alessandra Amoroso e Claudio Marchisio sul palco dell’Happening per il Papa
Alessandra Amoroso e Claudio Marchisio, entrambi 29 anni, l’una cantante e l’altro bomber della Nazionale Italiana di calcio, oltre che marito e padre. I due giovani salgono sul palco domenica pomeriggio dell’Happening degli oratori in piazza Vittorio per incontrare papa Francesco, come testimoni di tutti i ragazzi presenti. Un momento favorito dall’Associazione Hope, organizzazione specializzata in formazione e spettacoli in Italia al servizio della Chiesa.
Claudio aveva già avuto modo di vedere il papa di persona, quando la Nazionale era stata ricevuta in Vaticano alla vigilia dei mondiali.
Per Alessandra invece questo week end torinese presenta tutta una serie di inediti destinati a incidere nella sua vita. Lei è stata infatti prescelta per cantare assieme al coro giovanile dell'associazione Hope l'inno ufficiale della visita papale, "L'Amore più grande".
Ma prima ancora di cantare per il Papa la giovane ha voluto pregare davanti alla Sindone, un’icona che non aveva mai avuto occasione di vedere prima, ma che da sempre l’affascina: «Da anni desideravo contemplare il Telo e per quanto possibile addentrarmi nel suo mistero».
Alessandra è persona di fede. L’Ufficio della Pastorale giovanile dell'arcidiocesi di Torino l’ha scelta per esibirsi davanti al papa non solo per la sua voce energica, ma soprattutto  il suo impegno di cristiana. Volontaria in Unitalsi, Alessandra presta servizio a fianco degli ammalati nei pellegrinaggi a Lourdes. «Ho deciso di intraprendere questa strada dopo una triste vicenda familiare e non me ne sono mai pentita. Anzi vorrei fare molto di più. Non ho competenze mediche, ma spero che il mio sorriso possa aiutare alleviare le sofferenze di chi mi sta vicino».
Intonare le strofe dell’Amore più grande proprio davanti a papa Francesco è per la giovane di un onore, ma anche di un onere, considerata per di più la riluttanza del pontefice ad assistere a spettacoli canori. «Sono certo preoccupata, ma l’inno è talmente fresco e orecchiabile che penso gli piacerà. E poi ad accompagnarmi avrò ragazze e ragazzi giovani, adattissimi a questo brano. E’ bello da parte mia mettermi in gioco da pari a pari con tutti loro».
 

 
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