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La diffusione della conoscenza della Sindone   versione testuale

Un altro compito molto importante che spetta agli studiosi della Sindone è quello della divulgazione dei risultati degli studi e delle ricerche, con il ben preciso impegno di garantire un'informazione corretta, accessibile a tutti ma scientificamente inoppugnabile e avulsa da ogni tipo di preconcetto e fondamentalismo. Purtroppo ciò nel passato non sempre è avvenuto, con il risultato che troppo spesso all'opinione pubblica invece dei risultati delle ricerche e degli studi più significativi ed importanti sono giunti gli echi delle discussioni più assurde e insignificanti tra contrapposti fondamentalismi che nulla avevano di serio e di scientifico. Dalla Francia alla Gran Bretagna, dalla Spagna alla Russia, dal Canada agli Stati Uniti, dal Messico al Nicaragua, dal Brasile all'Argentina, dal Giappone all'Australia e, naturalmente, in Italia, nel mondo sono numerosi i centri di studiosi che possono svolgere bene questo importantissimo compito, anzi che lo stanno già svolgendo da tempo.
A Torino, nel 1959 fu fondato dall’Arcivescovo Maurilio Fossati il "Centro Internazionale di Sindonologia", con il compito di promuovere e coordinare gli studi, le ricerche e le iniziative riguardanti la Sindone sia in Italia che all'estero, di assicurare ogni supporto scientifico, tecnico e organizzativo in campo sindonologico al Custode Pontificio della Sindone, di raccogliere e conservare tutto quanto concerne la Sindone, nonché conservare, incrementare e valorizzare le collezioni del Museo della Sindone e della Biblioteca della Sindone (che raccoglie anche una ricca documentazione fotografica delle ultime due ostensioni). Il Centro sta da tempo impegnandosi non solo per coordinare e sviluppare la ricerca sulla Sindone, ma anche per proporre una seria e corretta informazione ad ampio raggio, con particolare attenzione al mondo della scuola. A questo scopo il Centro ha fondato, fin dall'anno della sua nascita, la rivista "Sindon" che ne è diventata l'organo ufficiale e che conta abbonati in tutto il mondo. I suoi membri hanno tenuto centinaia di conferenze sulla Sindone sia in Italia che all'estero. Il Centro ha infine curato lo sviluppo del "Museo della Sindone", unico al mondo, fondato nel 1937 e diventato dal 1998, anno della sua ristrutturazione, un museo che, grazie alla ricchezza dei reperti esposti e delle moderne attrezzature (una sala multimediale e un moderno sistema di audioguide in quattro lingue che accompagna ogni singolo visitatore), è diventato uno dei più importanti e conosciuti musei della città di Torino.
Fra i reperti esposti al Museo vi sono: la cassetta che ha conservato la Sindone dal Seicento al 1998, quella che è servita al trasferimento della Sindone da Chambéry a Torino nel 1578, la macchina fotografica utilizzata da Secondo Pia nel 1898 per fotografare la Sindone e le lastre originali delle fotografie di Pia e di Enrie, reperti scientifici che documentano le varie ricerche a partire dal primo Novecento, stampe, libri, monete dal Cinquecento ad oggi, una copia pittorica della Sindone risalente al Cinquecento, una statua in scala naturale ricavata dall'impronta sindonica, ecc. In questi ultimi tre anni il Museo ha accolto oltre 50.000 visitatori provenienti da ogni parte del mondo.