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Storia della ricerca   versione testuale

Si può affermare che la foto scattata oltre cent’anni fa dall’avvocato Secondo Pia, era il 1898, abbia aperto la strada alla “storia scientifica” della Sindone. Da allora lo studio telo sindonico è proseguita ininterrottamente sino ad oggi, con alcuni momenti di particolare significato: nel 1966, con la costituzione della prima commissione scientifica di studio; nel 1978 con gli esami diretti sul lenzuolo effettuati al termine dell'ostensione, nel 1988 con il controverso risultato della datazione del tessuto con il metodo del radiocarbonio; nel 2000 con il Simposio Internazionale "Sindone: passato, presente e futuro", e infine con i lavori per la conservazione (2000-2002) che hanno permesso di osservare e raccogliere dati sul retro della Sindone.
Oggi, la tecnologia mette a disposizione della ricerca apparecchiature sempre più sofisticate. Ma ciò non basta per condurre le analisi in modo serio e costruttivo. Serve soprattutto l’impegno di chiunque si dedichi allo studio della Sindone di ricercare esclusivamente la verità, senza pretendere di voler dimostrare ad ogni costo tesi preconcette e rifiutando tutto ciò che non può essere seriamente e scientificamente dimostrato.
È questa l'unica posizione veramente coerente, la sola che conduce ad effettuare ricerche serie e fondate, l'unica che può consentire di informare correttamente ed onestamente l'opinione pubblica, la sola veramente rispettosa della Sindone e del suo importantissimo messaggio. Eloquenti in proposito sono le parole che pronunciò Papa Giovanni Paolo II davanti alla Sindone il 24 maggio del 1998: "La Chiesa esorta [gli scienziati] ad affrontare lo studio della Sindone senza posizioni precostituite, che diano per scontati risultati che tali non sono; li invita ad agire con libertà interiore e premuroso rispetto sia della metodologia scientifica sia della sensibilità dei credenti".