Van der Weyden – Deposizione nel sepolcro

(1449-50, olio su tavola; Firenze, Galleria degli Uffizi; cm. 111 x 95)

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L’opera fu dipinta in occasione del breve soggiorno italiano per l’ Anno Santo del 1450, pellegrinaggio che permise all’Autore di venire a diretta conoscenza dell’arte italiana, la cui influenza è evidente anche qui (l’impianto deriva dal Beato Angelico in San Marco a firenze). Il Cristo, che pare ancora crocifisso, è attorniato da Giovanni, Giuseppe d’Arimatea, Nicodemo e Maria. La Maddalena, inginnocchiata, è idealmente unita a Giovanni dalla linea che traccia la pietra sepolcrale, su cui giace riverso il lenzuolo della Sindone.
Questi personaggi ci mostrano drammaticamente Gesù, il Crocifisso, che è fulcro della composizione sia per la centralità della sua figura che per la luce che si riversa sul suo corpo senza vita.
 
La pietra che chiuse il sepolcro, una volta rotolata via dalla potenza della risurrezione, è diventata segno di vittoria sulla morte.