Maestro di Delft – Trittico della Passione

(Torino, Galleria Sabauda)

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Gli occhi abbassati, lo sguardo dimesso, la testa fasciata dalla corona di spine, completamente circondato da chi lo sta torturando, il volto di Gesù che ci presenta il Maestro di Delft non ha nulla che lasci trapelare la sua regalità e la sua divinità.
È piuttosto il volto di uno sconfitto, quello che ci viene presentato. Con la sua aria meditativa, questo Gesù sembra indurre anche colui che guarda a fermarsi un istante per pensare a quanto gli sta accadendo. Questa contemporaneità era accentuata anche dal fatto che il pittore rappresenta molti dei personaggi che circondano Gesù vestiti di abiti contemporanei, cinquecenteschi, al punto da far sembrare che siano i contemporanei di chi guarda coloro che stanno prendendosi gioco del Figlio di Dio.
Questo volto è poi come triplicato, essendo collocato nell’anta destra di un trittico, detto “della Passione”, che presenta nell’ordine, da sinistra a destra, un Ecce homo, la crocifissione e appunto l’incoronazione di spine.