Lorenzo Pécheux – Crocifissione con la Vergine e la Maddalena

(Torino, Galleria Civica d'arte moderna e contemporanea, fondazione Guido ed Ettore Fornaris)

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Il volto che guardiamo è quello di un uomo che sta appeso a una croce e sa che lo attende la morte. Pur provato dal dolore, esprime grande dignità: gli occhi sono aperti ad esprimere la piena coscienza con cui Gesù sta vivendo il terribile momento, lo sguardo rivolto verso l’alto nella consapevolezza di essere strumento di una missione, la nudità riverbera la luce e illumina il volto di una luce sovrannaturale.
Ma è anche il volto di un uomo solo, che sa di non poter essere sostituito. La solitudine è acuita se inseriamo il particolare del volto nell’insieme della composizione. In basso, ai piedi della croce, ci sono solo due donne, Maria, sua madre, e Maria Maddalena.
L’autore sembra quasi voler porre all’attenzione dello spettatore l’unicità del momento: il Figlio di Dio, lui stesso Dio, si trova nel massimo dell’impotenza e della povertà. Situazione che è frutto della cattiveria umana ma anche della libera scelta di chi sa di essere “l’agnello di Dio” per la salvezza del mondo.
 
Veneriamo la tua purissima immagine, o Buono, chiedendo perdono delle nostre colpe, o Cristo Dio. Ti sei benignamente degnato, infatti, di salire volontariamente con il tuo corpo sulla croce per liberare dalla schiavitù del nemico coloro che tu hai plasmato (dalla Liturgia bizantina).