La storia del Museo

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Negli anni intorno al 1936 la Confraternita decise di organizzare alcuni dei numerosi e preziosi reperti sulla Sindone raccolti nei secoli in una mostra permanente, che venne inaugurata il 4 giugno 1936 alla presenza dell’arcivescovo di Torino, card. Maurilio Fossati.

La “Mostra documentaria dell’insigne reliquia“, come venne battezzata, era allestita in due stanze a fianco della Chiesa del SS. Sudario.
Nella seconda metà degli anni Cinquanta la Confraternita e i Cultores Sanctae Sindonis si adoperarono per rendere sempre più funzionale il Museo, ed il 2 maggio 1959 inaugurarono negli stessi locali un nuovo allestimento del Museo. Nel 1961 iniziarono grosse opere di restauro della Chiesa e della adiacente casa della Confraternita, ed il Museo venne chiuso con l’intento di trovare una nuova soluzione per la sua sistemazione. Il Museo venne riaperto nel 1963 nei locali ristrutturati della casa della Confraternita in via San Domenico 28.
Il più ampio spazio concesse alcuni netti miglioramenti dell’allestimento, tra i quali la possibilità di esporre una copia in grandezza naturale del negativo della Sindone stampata su pellicola e suggestivamente illuminata per trasparenza.
Tuttavia la soluzione non era ancora ritenuta completamente soddisfacente, anche a causa della necessità di utilizzare la casa per diverse funzioni, ed il Centro Internazionale di Sindonologia, da poco costituito, da una parte continuò ad aggiornare il Museo, e dall’altra in collaborazione con la Confraternita continuò a studiare una soluzione alternativa, sino ad individuare in un basso fabbricato annesso alla casa di proprietà della Confraternita la sede adatta per una nuova sede del Museo.
Il locale era disponibile, ma i lavori per adattarlo all’uso erano notevoli.
Iniziarono infatti nel 1965 e terminarono nel 1973 con l’inaugurazione della sala in cui il Museo trovò sistemazione per 25 anni. Nel 1997 infatti iniziarono i lavori di restauro della cripta della chiesa del SS. Sudario, che venne allestita da Richi Ferrero e Marina Gariboldi per accogliere la sede definitiva del Museo.
La vecchia sede del Museo, nel basso fabbricato, è stata recuperata e trasformata in una sala multimediale dove attraverso filmati la Sindone viene presentata e spiegata ai visitatori del Museo.
Il 15 aprile 1998 il Museo venne inaugurato alla presenza del card. Giovanni Saldarini, Arcivescovo di Torino.