La Messa in piazza Vittorio Veneto

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Papa Francesco celebrerà la Messa, domenica mattina in piazza Vittorio Veneto, insieme all’Arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia, ai vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta, al Rettore maggiore dei Salesiani don Angel Fernandez Artime, al vicario generale della diocesi mons. Valter Danna e a ben 800 sacerdoti. Ma sul palco-presbiterio ci sarà anche una nutrita rappresentanza di laici, a significare il superamento della divisione rigida tra officianti e popolo di Dio. Accanto al Pontefice, infatti, troveranno posto due famiglie a cui sarà assegnato il compito di portare le offerte, cioè il pane e il vino: entrambe formate da papà, mamma e tre figli, la prima è residente a Vinovo, mentre la seconda è originaria del Congo e abita a Torino, nel quartiere di San Salvario; inoltre, saranno sul palco gli incaricati delle letture e della preghiera dei fedeli: tra questi ultimi, figureranno una malata, un volontario della Sindone e un rifugiato della Liberia, giunto a Lampedusa su un barcone due anni fa, oltre ad una suora Figlia di Maria Ausiliatrice e a un pensionato.
 
I canti saranno eseguiti dal grande coro della diocesi, rinforzato da alcuni elementi esterni e diretto dal maestro Alessandro Ruo Rui, che sarà accompagnato dall’orchestra del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. A coinvolgere fin dal mattino i 10mila giovani attesi in piazza Vittorio con canti a loro dedicati saranno inoltre i cori e le orchestre della Fraternità del Sermig e del Rinnovamento nello Spirito, che riempiranno i momenti dell’attesa, della Comunione e del dopo-celebrazione.
 
La guida dell’assemblea sarà affidata a don Carlo Franco, parroco del Duomo di Torino: i fedeli potranno così intonare i canti insieme ai cori, arricchendo in questo modo del tratto popolare le rigorose esecuzioni dei professionisti.
 
I fedeli riempiranno piazza Vittorio, via Po (dove, all’altezza delle vie traverse, saranno collocati 6 maxischermi) e le piazze Castello, San Giovanni e San Carlo (2 maxischermi in ognuna di esse). Nelle adiacenze del palco prenderanno posto circa 500 malati, e si distribuiranno i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane e delle altre religioni. Nelle prime file dell’assemblea sarà collocato il grande gruppo dei sacerdoti concelebranti, in massima parte appartenenti alla diocesi di Torino (nelle cui parrocchie, lo ricordiamo, nella mattinata di domenica non si celebreranno le Sante Messe consuete per permettere a tutti, in piazza o attraverso la televisione, di partecipare alla celebrazione con il Papa), dando luogo a una nuova osmosi tra ministri del culto e assemblea.
 
Per distribuire l’Eucaristia saranno all’opera circa cinquecento tra sacerdoti, diaconi e ministri laici della Comunione.
 
Al termine della Messa monsignor Nosiglia pronuncerà il discorso di saluto e consegnerà al Papa l’offerta costituita dai contributi dei pellegrini della Sindone e dai fedeli delle parrocchie torinesi. Seguirà l’allocuzione di Papa Francesco che si concluderà con la benedizione dell’Angelus.