Intervento dell’Arcivescovo Mons. Nosiglia in apertura della venerazione straordinaria della Sindone

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Arcivescovo Cesare Nosiglia, Custode Pontificio del Telo

Saluto alle autorità 

 

Illustrissimi, 

 

grazie di aver voluto partecipare a questo momento così importante per le diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta, che hanno portato qui, nel cuore di Torino, i loro giovani, pellegrini verso Roma dove incontreranno, insieme con i giovani di tutta Italia, Papa Francesco. Per la Chiesa di Torino è un onore e una grande gioia accogliere questi pellegrini un po’ speciali. 

 

Come in occasione delle precedenti ostensioni il ringraziamento alle istituzioni e alle autorità non è solo doveroso ma viene dal profondo del cuore: la Chiesa di Torino ha trovato, anche in questa occasione, la collaborazione pronta e cordiale di tutti coloro cui ci siamo rivolti. Per me questo clima indica quello che dovrebbe essere sempre lo stile dei rapporti fra istituzioni, territorio, cittadini: lavorare insieme, nel rispetto delle competenze di ciascuno, e avendo bene presente che la finalità è uguale per tutti, il servizio a quel nostro “bene comune” che è la Città. I giovani, poi, rappresentano il nostro stesso futuro: e non ho bisogno di ricordare a voi quanto sia importante offrire loro occasioni di conoscenza, impegno, scambio reciproco di orientamenti, valori. 

 

Altro, e fondamentale, motivo di gioia è per me vedere riunite le figure istituzionali davanti alla Sindone. Perché quel Telo, che per i credenti ha un valore incommensurabile, rappresenta per tutti i torinesi e piemontesi un “patrimonio” centrale per il nostro territorio. I racconti e le testimonianze che ho letto e ascoltato dell’incendio del 1997 mi hanno fatto capire come, ben al di là del significato religioso, artistico, culturale, la Sindone fa parte, e profondamente, della nostra identità. Ora anche la Cappella si prepara ad esserci restituita, e anche questo è un bel segno del lavoro comune che andiamo svolgendo. 

 

+ Cesare Nosiglia,

Arcivescovo di Torino