Davanti alla Sindone delegazioni e gruppi di pellegrini

Nella giornata di lunedì 4 maggio 2015

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In visita alla Sindone, lunedì 4 maggio, è passata anche una delegazione dell’associazione Ahmadiyya, un movimento religioso interno all’Islam fondato in India, nel 1889, da Mirza Ghulam Ahmad. Nel gruppo, accompagnato da mons. Giuseppe Ghiberti, presidente onorario per la Commissione diocesana della Sindone, anche l’imam Atta Ul Wasih Tariq, guida spirituale della sezione italiana dell’associazione, che ha sede a Bologna. «Il rispetto di ogni santo, di ogni profeta e di ogni religione – ha sottolineato l’imam – è il primo passo verso la pace. Gesù è un nostro profeta, come Mosé e Abramo. Non ha senso provare odio o rancore per i cristiani».

Sono partiti giovedì sera, 30 aprile, in autobus dalla Bielorussia. E dopo aver attraversato l’Austria e la Polonia in un viaggio lungo 3500 chilometri, i 52 pellegrini provenienti dalla diocesi di Pinsk sono finalmente arrivati davanti alla Sindone, in rappresentanza delle parrocchie di Gomel (la seconda città più popolosa della Bielorussia), Zhlobin e Swietlagorsk. Ad accompagnarli don Slavomir Laskowsi, che ha risposto a un invito del Vescovo di Pinerolo, mons. Pier Giorgio Debernardi. «Questo viaggio – ha spiegato don Laskowsi – è una tappa importante per me e per tutti pellegrini. A volte è difficile amare e perdonare, ma la Sindone è un momento di forza, perché Dio ci insegna a non aver paura».

In divisa tradizionale, per rispetto verso un’occasione speciale come questa, sono arrivati al cospetto della Sindone anche i Cosacchi, dai monti Urali, un’antica comunità militare russa. Tre di loro, a mo’ di guardie d’onore, reggevano un’icona sacra raffigurante una Madonna con Bambino, mentre il resto dei pellegrini al seguito veniva benedetto da un pope (prete), in preghiera silenziosa, con una pesante croce ortodossa. Per questo gruppo di sei persone, così come per i 17 bielorussi del Lions Club di Svetlogorsk (gemellato con il Lions Club di Settimo Torinese dal 2002), città a 120 chilometri in linea d’aria da Chernobyl, Torino rappresenta l’ultima tappa di un viaggio lungo la Lituania, la Polonia, la Germania e la Francia.

Tra i pellegrini oggi anche 17 suore domenicane dello Spirito Santo provenienti dalla città provenzale di Draguignan. Per alcune si trattava della prima visita alla Sindone. «Il Sacro Telo rappresenta il segno dell’Amore infinito di Dio per noi».

Un gruppo di 800 pellegrini vercellesi è giunto in visita alla Sindone sotto la guida dell’Arcivescovo di Vercelli, mons. Marco Arnolfo, che ha affermato: « Sono contento di fare il percorso che porta alla Sindone insieme con questi fedeli e di contemplare con loro i segni della Passione e Resurrezione di Cristo per sentirlo più vicino a noi sia nei momenti di sofferenza, sia quando la speranza ci accompagna».