Concorso multimediale sulla Sindone – 18 classi premiate

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A ricevere un premio sono state 18 classi di scuole piemontesi, dagli asili ai licei. Ma – hanno vinto tutte le decine di migliaia di studenti della Diocesi torinese che hanno preso parte al concorso “La Sindone: provocazione all’intelligenza e messaggio universale”.

Lo ha sottolineato l’arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia, oggi, nella giornata di premiazione nella chiesa del Santo Sudario. «Ringraziamo tutti i ragazzi e i loro insegnanti per l’impegno con cui hanno aderito al nostro invito, per aver saputo apprezzare appieno il tesoro della Sindone che custodiamo in Duomo».

Promossa dall’Ufficio Scuola della diocesi di Torino, dalla Commissione diocesana per la Sindone e dal Centro Internazionale di Sindonologia, l’iniziativa, è stata lanciata nel novembre scorso: proponeva a bambini, ragazzi e giovani di approfondire varie tematiche legate al Telo. Non a caso gli studenti hanno potuto scegliere tra tre ambiti: storico, con il filone «Sindone, 2000 anni di storia»; scientifico con la sezione «Sindone, 100 anni di ricerca»; spirituale, con il titolo «Sindone, espressione dell’Amore più grande».

In risposta all’invito i ragazzi hanno composto un centinaio di elaborati sotto forma di saggio, tema, relazione, articolo di giornale, racconto, documento storico, filmato o intervista video. Come sintesi ai diversi lavori è stato anche montato un video, che in qualche modo rende conto della coralità dell’opera.

«Anche il luogo scelto per la premiazione non è casuale– ha spiegato il professor Bruno Barberis presidente del Centro internazionale di Sindonologia – La chiesa del santo Sudario nacque per volontà della Confraternita del Santo Sudario, a sua volta fondata nel 1598 vent’anni dopo l’arrivo della Sindone a Torino»

«Un concorso non è una competizione, ma, come dice la parola, correre insieme – ha sottolineato don Bruno Porta, direttore dell’Ufficio Scuola della Diocesi di Torino – E questo avete fatto voi studenti insieme con i vostri insegnanti. Al di là di chi si è guadagnato un premio, abbiamo vinto tutti quanti perché tutti quanti ci siamo sentiti guardati dall’Uomo dei dolori, ne abbiamo capito la sofferenza e ora, grazie alla Sindone, possiamo sentirci partecipi delle pene altrui».

«La Sindone ci mostra che Gesù è l’amico più grande e fedele – mons. Cesare Nosiglia ha richiamato la dedica contenuta nella cartolina di invito al concorso – più fedele e più grande perché ha dato la vita per gli amici, e anche per i nemici che non ha voluto considerare tali. Amicizia è affetto, cuore, fratellanza, un sentimento che si comincia a provare in tenera età e che non deve mani venire meno. Grazie all’amicizia si costruiscono ponti di dialogo, che superano le barriere e i muri della violenza. La Sindone è certo icona di sofferenza, ma anche un segno del silenzio che precede la resurrezione. E’ testimonianza viva che l’amore vince sempre».