Archivi della categoria: Immagini per meditare

Georges Rouault – Ecce homo

(Tela applicata su legno; Parigi, Musée Nationale d'Art Moderne)

Osserviamo il volto di questo Ecce homo: è un’immagine dignitosa della sconfitta di Cristo deriso, flagellato e coronato di spine. È molto semplificata e delimitata da linee di contorno nere marcate e spesse. È un probabile ricordo dell’attività giovanile del pittore, che lavorava come restauratore di vetrate; ma anche un modo per isolare dallo sfondo la figura di Gesù.L’uso di un colore prezioso e brillante, … Continua a leggere »

Zurbaran – Il volto santo

(1631; olio su tela; Stoccolma, Nationalmuseum; cm. 70 x 51.5)

La vicenda pittorica di Zurbaran, forse più che per gli altri pittori spagnoli del Seicento, può essere pienamente compresa se si coniuga la resa realistica e l’intensità pittorica della sua opera con il suo contenuto e il messaggio spirituali. Potremmo osare di dire che la sua opera è una forma pittorica della grande mistica spagnola del secolo. Le tematiche devozionali affrontate diventano così una modalità … Continua a leggere »

Scuola di Mosca – Salvatore acheropita

(Tempera su tavola; Museo-comprensorio "Kolomenskoe" dei sec. XVI-XVII; cm. 140 x 118)

L’icona, piuttosto complessa, presenta due registri e due scene: in quella superiore il volto santo del tipo del Salvatore achiropita (letteralmente “non fatto da mani d’uomo” ed è nome dato a immagini sacre la cui origine è attribuita a un intervento prodigioso), con l’asciugamano sostenuto da due angeli posti a fianco: è il tipo iconografico del Santo Mandilion; in quella inferiore Cristo posto in piedi … Continua a leggere »

Georges Rouault – La Sacra Sindone

(1933; olio su tela; Parigi, Musée Nationale d'Art Moderne; cm. 91 x 65)

Pittore vicino al gruppo dell’avanguardia francese dei “fauves”, Rouault si mantiene però isolato. Il suo spirito religioso nasce dall’atteggiamento di solidarietà verso la sofferenza prodotta dalla violenza, dall’ingiustizia sociale, dalla corruzione.Dal telo (più sudario che sindone) emerge con forza il volto di Cristo grazie soprattutto al contrasto nero/colore: il volto è infatti incorniciato dalle linee scure di capelli e barba e anche occhi e naso … Continua a leggere »

Bartolomé Esteban Murillo – Ecce homo

(1668-70 circa; olio su tela; Madrid, Museo del Prado; cm. 52 x 41)

Pittore famoso in vita e nei due secoli seguenti soprattutto per le sue opere sacre (fu da più parti chiamato il “pittore dell’Immacolata Concezione”), sa interpretare con discrezione e solennità la religiosità del popolo di Siviglia.E così l’Ecce homo (che fu dipinto in pendant con una Vergine addolorata anch’essa al Prado) ben esprime la religiosità intima, profonda, venata di un misto di misticismo e rassegnazione … Continua a leggere »

Hans Memling – Cristo incoronato di spine

(Olio su tavola; Genova, Palazzo Bianco; cm. 52 x 33)

Titolo esatto di questo quadro dovrebbe essere “Il Redentore”. Cristo è infatti rappresentato risotto; le sue mani presentano già i segni dei chiodi, testimonianza dell’avvenuta passione e morte.L’artista, la cui devozione è testimoniata dall’appartenenza a partire dal 1473-74 alla Confraternita della Madonna della Neve presso la cattedrale di Bruges, ci presenta il volto di Cristo vittorioso che mostra quanto gli è costato l’aver salvato dal … Continua a leggere »

Simone Martini – Cristo benedicente

(1317; tempera su tavola; Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte; cm. 76 x 46)

Simone, contemporaneo di Dante e Petrarca, è esponente di spicco, cantore e frutto della grandezza che Siena, la sua città, ebbe nei secoli XIII-XIV.Il Cristo benedicente di Napoli, di certo parte di un polittico smembrato, si mostra in tutta la sua solennità e bellezza: aureola gemmata, veste e manto finemente decorati, posizione frontale, tratti del volto curati.L’eleganza che la tavola emana è tipica della pittura … Continua a leggere »

Maestro della Veronica – Santa Veronica col sudario

(Olio su tavola; Monaco, Alte Pinakotheke; cm. 78 x 48)

Opera di un anonimo maestro che è fra i massimi esponenti della scuola fiorita a Colonia nella prima metà del Quattrocento, la tavola si pone come passaggio dal gotico internazionale (ancora presente nel fondo oro, nella sproporzione fra velo e angeli, ma anche fra questi e la santa) al realismo rinascimentale (già presente nella resa del gesto della Veronica o in alcune espressioni di dolorosa … Continua a leggere »

El Greco – Il Salvatore

(1610-14; olio su tela; Toledo, Museo del Greco)

L’opera appartiene all’ultima serie di tele per un “Apostolado” e porta con sé, come gran parte delle ultime opere del Greco, le tre esperienze che segnarono la sua vita: la formazione giovanile nella nativa Candia, ancora legata all’influsso dell’arte bizantina (si noti l’allungamento della figura e la posa tipica del Pantocrator – anche se ha perso i riferimenti simbolici canonici -); il soggiorno a Venezia … Continua a leggere »

Giovanni Bellini – Cristo benedicente

(1460; olio su tavola; Parigi, Musée du Louvre; cm. 58 x 44)

Ieratico, dolce, solenne. Alcuni degli aggettivi che possono qualificare questo superbo dipinto di Giambellino. Il Cristo benedicente è il risorto, ma l’intensità dello sguardo e l’espressione del volto ancora ricordano la terribilità della morte, resa del resto evidente dall’ostentazione delle piaghe. La sontuosità del libro (copertina in cuoio con borchie e fini decorazioni) e della tunica (i cui bordi damascati sono degni di un abito … Continua a leggere »