Antonello da Messina – Salvator mundi

(Tela; Londra, National Gallery; cm. 39 x 29.5)

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Il fondo nero su cui Antonello ha posto questa testa di Cristo benedicente evidenzia ancor più la luminosità dovuta all’abbondante luce che arriva da sinistra. All’estrema semplicità delle vesti fa riscontro la minuziosa descrizione dei particolari del volto: i peli della barba possono essere contati, i capelli cadono ricciuti sulle spalle, distinguiamo anche due nei sul volto! Se poi scendiamo a guardare le mani riusciamo a vedere anche le pieghe della pelle delle dita.
L’intensità dello sguardo è la cosa che più ci colpisce, anche perché quel volto che ci fissa sembra quasi voler interloquire con chiunque gli volge lo sguardo. La balaustra che il pittore ha posto in primo piano crea la profondità.
L’opera, che è firmata e datata, ci mostra anche a occhio nudo che il pittore ha corretto l’immagine in alcuni punti. Si intravede infatti che la chiusura dello scollo della veste era più alto e che la mano benedicente arrivava leggermente più in alto, all’inizio del collo. 
 
Fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo, salvami per la tua misericordia (Salmo 30,17)