Albrecht Dürer – Gesù fra i dottori

(1506; olio su tavola; Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza; cm. 67.5 x 80.4)

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È molto raro trovare la rappresentazione del volto di Gesù dodicenne fra i dottori del Tempio a Gerusalemme. Dipinta durante il secondo soggiorno veneziano di Dürer (ne siamo certi perché il quadro è firmato e datato 1506 in un foglietto che esce come segnalibro nel volume che tiene il dottore di sinistra), la tavola nasconde probabilmente un notevole simbolismo.
Il volto di Cristo è quello di un bel ragazzo, con i capelli fluenti, florido, colorito. La scelta dell’autore di porgli esattamente a fianco (e alla stessa altezza) un dottore particolarmente brutto (mento sporgente, labbra enormi, pelle raggrinzita) è forse un’eco dell’affermazione di Leonardo che aveva scritto che “il brutto afferma ancor più la bellezza a lui vicina”.
Nella composizione, pigiata all’inverosimile e con le figure scalate senza una vera prospettiva, sono sette i volti rappresentati ma l’unico che attira la nostra attenzione e su cui volentieri si soffermano i nostri occhi è quello di Gesù. Anche questo è un modo per evidenziare che la presenza di quel ragazzo è unica e eccezionale.
 
Di te ha detto il mio cuore: “Cercate il suo volto”; il tuo volto, Signore, io cerco (Salmo 26,8)