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Professare la fede   versione testuale

Il nocciolo della fede cristiana sta nella fiducia e nell’abbandono al Dio di Gesù Cristo e trova la sua formulazione nell’espressione: "Io credo in te". Nelle relazioni umane la fede e la fiducia in qualcuno comporta necessariamente anche l’accettazione di ciò che la persona, alla quale ci affidiamo, ci dice e ci comunica. La fede nasce dall’ascolto delle opere meravigliose compiute da Dio, dal Kerygma (annuncio) che annuncia la vicenda di Cristo come espressione dell’amore senza limiti di Dio per le sue creature.
Le fede cristiana abbraccia due componenti: "credere in", e "credere che". È un rapporto di fiducia tra Dio e l’uomo (credere in Dio), ma anche articolabile in contenuti (credere che). La fede è contemporaneamente un "credere deum" e un "credere Deo", credere qualcosa e credere qualcuno.
Le prime confessioni di fede della comunità cristiana indicano chiaramente che il contenuto della fede è Gesù; Gesù è il Cristo, è il Signore, é il Figlio di Dio.
Il teologo Kasper sintetizzava così la sua professione di fede:
"L’agire di Dio attraverso la persona e la storia di Gesù Cristo è il centro della fede cristiana. Ogni predicazione posteriore è rimandata a questo centro, lo deve esplicitare e riattualizzare".
 
Esercitazione spirituale per pregare la Parola di Dio
 
La fede del centurione (MC 15,39)
Il titolo "Figlio di Dio" rivela la filiazione divina di Gesù; indica la relazione unica ed eterna di Gesù Cristo con Dio Padre. Egli è il figlio unigenito del Padre e Dio egli stesso. Soltanto nel mistero pasquale, davanti alla croce, il cristiano può dare al titolo "Figlio di Dio" il suo pieno significato.
 
La fede di Pietro (MT 16, 16-23)
"Cristo" viene dalla traduzione greca del termine ebraico "Messia" che significa "unto". Fin dal battesimo sul Giordano (At 10,38; Gv 1,31) Gesù rivela la sua missione divina nella storia degli uomini. La professione di fede di Pietro, che riconosce in Gesù il Messia, annuncia la passione ormai prossima del figlio dell’uomo.
 
La fede di Tommaso (GV 20,26- 29)
Nella traduzione greca dei libri dell’Antico testamento il nome di YHWH è reso con Kyrios, il Signore. Con "il Signore" si indica dunque la stessa divinità del Dio di Israele. Il Vangelo utilizza lo stesso titolo per il Padre, ed anche per Gesù, che viene quindi riconosciuto come Dio. Confessare Gesù come il Signore è credere nella sua piena divinità.
 
Conoscere l'unico Dio (GV 17,1-8)
La rivelazione è piena attraverso Cristo, inviato per svelare agli uomini la persona del Padre. Dio Padre manifesta il suo amore per gli uomini dando in dono il suo Unico Figlio. Perciò non è possibile al credente riconoscere ed accogliere l’amore divino senza credere che Gesù è il Figlio.
 
Tutto è possibile per chi crede (MC 9,23)
La risposta di Gesù al padre dell’epilettico è un riconoscimento della potenza della fede, che può essere tanto forte da smuovere le montagne (Cfr: 1COR 13,2).