Santa Sindone

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Ascoltare   versione testuale

La capacità di ascolto è il primo degli atteggiamenti spirituali da coltivare da chi voglia farsi pellegrino, cercatore del volto di Cristo.
Le condizioni dell'ascolto vanno create nel cuore: innanzitutto il silenzio, ma anche lo sforzo di mettere da parte preoccupazioni, affanni, la tentazione di parlare a se stessi... per far posto alla sola voce del Signore.
Ogni "cammino spirituale" comincia dall'ascolto.
 
Esercitazione spirituale per pregare la Parola di Dio
 
Riconosciamo la presenza di Dio nella Parola (GV 1, 1-14)
Il prologo di Giovanni ci introduce nel mistero di Dio che è Parola: la Parola si è fatta carne perché l'uomo potesse conoscere Dio (Cfr: Eb 1, 1-2).
"Dio si è fatto uomo perché l'uomo potesse diventare come Dio".
 
Disponiamo anche il corpo all'ascolto (LC 10, 39)
In riferimento a LC 10, 39 scopriamo l'atteggiamento orante di Maria che "siede ai piedi di Gesù", esprimendo anche con il corpo il desiderio di accogliere la Parola.
 
Nutriamo la vita con la Parola di Dio (AM 8,11)
Il profeta ammonisce che Dio è stanco di parlare senza essere ascoltato; solo chi ha fame e sete della sua Parola troverà la salvezza.
 
La Parola comunica qui, oggi (NE 8, 1-7)
Il brano presenta una "teologia della liturgia della parola". Quella forma di lettura della Parola sarà quella di Gesù nella sinagoga; egli riferirà all'oggi il senso della Scrittura, realizzando in se stesso il suo contenuto. "Oggi si compie questa profezia"; in Cristo il testo acquista un "oggi", un senso nel presente (Cfr. LC 4, 21).
In forza dello Spirito sentiamo dunque attuale la Scrittura (questo racconto oggi, parla a me, proprio a me, in modo intimo e personalissimo): l'incontro con la Parola è l'incontro con Dio. Io non leggo, ma ASCOLTO Colui che mi ama e oggi parla a me, qui. Allora, come accade in ogni incontro, tutta la persona viene coinvolta: intelligenza, sentimento, immaginazione...
 
Efficacia della Parola (LC 7, 1-10)
La parola di Dio è annunciata in maniera efficace, nel senso che realizza ciò che dice. La parola di Dio si realizza, divenendo azione.
Pensate alla fede del centurione romano (LC 7, 1-10): il suo servo è malato e manda a chiamare Gesù perché lo salvi... poi gli va incontro e dice: "Non sono degno che entri sotto il mio tetto, dì una parola e il mio servo sarà guarito".
Ecco la fede nella Parola: non occorre che Gesù benedica, basta la parola. Il centurione era ben consapevole della potenza della parola. Aveva autorità: diceva al servo: "Fa questo" e lui lo faceva; "Và" ed egli andava etc...
Ecco la preghiera di un pagano diventa la nostra ogni volta che diciamo: "Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, dì soltanto una parola e io sarò salvato!".