Santa Sindone

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La Cappella del Guarini   versione testuale
L'’incarico di progettare e realizzare la Cappella per custodirvi la Santa Sindone è stato fu affidato nel 1667 a Guarino Guarini, frate Teatino e tra i maggiori architetti del barocco piemontese, che lo concluse il lavoro nel 1690.
Il progetto era basato sull'idea della Sindone come testimonianza estrema del mistero della Redenzione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. L’'architettura stessa diventa dunque l'’esperienza per “salire dentro la morte” fino alla luce della gloria divina.
Alla Cappella si accede da due scaloni speculari posti al fondo delle due navate laterali del Duomo. Il marmo degli scalini e dei rivestimenti è scuro, per rafforzare la sensazione di “andar salendo entro la terra”, come scrisse Guarini stesso. Le rampe terminano in due piccole stanze circolari da cui si può vedere il vano centrale, un cerchio perfetto immerso nell’oscurità e i pavimenti decorati con una fantasia di stelle bronzee che riflettono la luce proveniente dall'’alto. Procedendo con lo sguardo dal basso verso l'alto, si passa dalla penombra della base alla luce della cupola.
La variazione cromatica del marmo accentua poi la sensazione di slancio in altezza: dal nero lucido della base si passa al grigio opaco della cupola traforata, alleggerita dalle sottili nervature del sistema di corone di archetti poggianti gli uni sugli altri.
La cupola, dove oggi sono in corso lavori di restauro ricostruttivo per cancellare i danni provocati dall’incendio del 1997, contiene un complesso di simboli che rimandano alla perfezione divina. Tutta la struttura è stata concepita sulla base dei multipli del numero tre (la Trinità) e sulle figure perfette (cerchio, triangolo e stella): un esplicito richiamo al cosmo che si muove verso la luce del sole, visto come il "Christus Triumphans", che guida l'uomo alla Salvazione.