La Confraternita del Ss. Sudario nasce a Torino nel 1598 per opera di un gruppo di fedeli della parrocchia di S. Pietro del Gallo devoti alla Sindone, il prezioso telo trasferito da Chambéry a Torino 20 anni prima per volere del duca Emanuele Filiberto. Chiedono e ottengono l’approvazione dell’Arcivescovo Carlo Broglia che giunge con decreto del 25 maggio 1598 e pongono la Confraternita sotto la protezione del duca Carlo Emanuele I, il quale approva l’iniziativa con regio biglietto del 28 maggio 1598.
La Confraternita svolge la sua attività a favore della Sindone, per accrescerne la devozione e la diffusione, e realizza numerose opere di carità. Ha sede presso la parrocchia di S. Pietro del Gallo, chiesa ubicata nelle vicinanze del Municipio e soppressa a seguito del decreto Arcivescovile del 7 aprile 1728 con il quale venivano riordinate le giurisdizioni parrocchiali. Il provvedimento non coglie impreparata la Confraternita, che già da parecchi anni, a causa dell’accresciuto numero di confratelli e della preoccupazione di non interferire con le attività della parrocchia, aveva deliberato di cercare una chiesa propria e indipendente.
Intanto con lettera arcivescovile del 22 febbraio 1729 le viene assegnata come sede provvisoria la chiesa di Santa Maria di Piazza, da trasformare in definitiva, qualora fosse adatta alle esigenze della Confraternita e se ne fosse ottenuta la proprietà dai Padri carmelitani. Già da alcuni anni il sodalizio progettava di dare vita ad una pia opera stabile e duratura a favore di una delle tante categorie di bisognosi della città, e, su invito sovrano, con ordinato del 22 maggio 1727, delibera l’erezione di un ospedale per i malati di mente. Non vi era infatti nelle Stato sabaudo alcuna istituzione del genere: le istruzioni annesse all’editto del 17 maggio 1717, per lo stabilimento degli ospedali generali e delle congregazioni di carità in tutti i comuni dello Stato, disponevano che “in quelli siano ordinariamente ricevuti, fra gli altri, gli scempii o pazzarelli, purchè non siano furiosi” (cap. 5, art. 1)
La Confraternita presenta quindi un progetto per la costruzione dell’Ospedale. Nel 1728 Vittorio Amedeo II, non solo approva il progetto, ma dona alla Confraternita un appezzamento di terreno nel nuovo ingrandimento della città verso piazza Susina (ora piazza Savoia) nell’isola S. Isidoro, per erigere il nuovo Ospedale che sarà conosciuto col nome di "Spedale dei pazzarelli".
La Confraternita assume la direzione e l’amministrazione dell'Ospedale predisponendo un regolamento che viene approvato e pubblicato nel 1734. Su progetto del confratello ing. Mazzone la Confraternita inizia la costruzione della Chiesa che deve servire come oratorio privato sia per gli ospiti del manicomio sia per i confratelli stessi. I lavori terminano nel 1735; nel frattempo viene affidata l’affrescatura della volta ai pittori Antonio Milocco che esegue le figure e al veneziano Pietro Alzeri che cura le parti ornamentali. Nel 1759 la chiesa viene dotata di un organo la cui costruzione è affidata ai fratelli Concone su disegno di Bernardo Vittone.
La Confraternita è attenta alle necessità degli abitanti del territorio circostante. Nel quartiere sono di stanza le truppe militari e le loro famiglie e perciò si volle provvedere alla loro educazione spirituale ed intellettuale. A tale scopo nel 1764 si ottiene da Carlo Emanuele III l’apertura della chiesa al pubblico. La cura dei militari e delle loro famiglie viene affidata ai confratelli ecclesiastici che fecero stampare nel 1767 un opuscolo dal titolo “Obligo e modo di apprendere la dottrina cristiana”, l’anno successivo un opuscolo dal titolo “Istruzione cristiana alla gente militare” e infine nel 1770 l’opera dal titolo “Lezioni sacre e morali ad uso della gente militare”. Nel 1774 la Confraternita fonda il Regio rifugio per le figlie dei militari rimaste orfane, allo scopo di donare loro una saggia e cristiana educazione.
Nel 1811 L’Arcivescovo di Torino Giacinto Della Torre, per dare esecuzione alle disposizioni governative del 30 dicembre 1809, decreta la soppressione della Confraternita e tutti i suoi beni sia mobili che immobili sono trasferiti nella chiesa parrocchiale del Carmine e da questa amministrati. Questo causò la dispersione dei beni della Confraternita, che quando, alla fine dell’occupazione francese, venne ripristinata, non riuscì a recupare tutto ciò che le apparteneva. In seguito alla riforma delle Opere Pie del 1836 voluta da Carlo Alberto, la Confraternita si separa dall’Ospedale, la creatura che per più di un secolo aveva diretto e amministrato e che nel frattempo era stato trasferito nella nuova sede di via Giulio.
Dopo la separazione dall'Ospedale, la Confraternita rivolge il suo impegno quasi esclusivamente al servizio della Sindone e alla cura della Chiesa, che al termine dell'occupazione francese versava in pessime condizioni essendo stata utilizzata come magazzino. Nel 1859 la chiesa è dotata di un nuovo organo, la cui costruzione è affidata alla ditta Collino, in sostituzione di quello costruito cento anni prima dal Concone e andato perduto durante il periodo di occupazione francese.
Nel 1895 la Confraternita inizia importanti opere di restauro nella sua Chiesa che affida per le parti architettoniche all'architetto Angelo Reycend e per gli affreschi al prof. Reffo.
A seguito delle Ostensioni del 1931 e 1933 la Confraternita sentì la necessità di creare un coordinamento tra gli studiosi della Sindone divenuti ormai numerosi. Nel 1937 fonda il sodalizio “Cultores Sanctae Sindonis “ approvato immediatamente dal card. Maurilio Fossati. Il sodalizio ha una notevole risonanza tanto che gruppi di studiosi si formano in ogni parte del mondo e chiedono l'affiliazione ai Cultores di Torino. Essi diventano delegazioni dei Cultores di Torino, i quali ne assumono il coordinamento.
Nella sua sede, la Confraternita, con la collaborazione dei Cultores, allestisce un piccolo Museo dove raduna gli oggetti e documenti i sulla Sindone raccolti nella sua lunga storia e allestisce una biblioteca di testi sulla Sindone che risalgono fino alla fine del XVI secolo. Nel 1959 il sodalizio viene trasformato in una nuova struttura che assume la denominazione di Centro Internazionale di Sindonologia. Lo statuto approvato dal card. Maurilio Fossati ne fissa gli scopi che sono quelli del coordinamento degli studi sulla Sindone, l’organizzazione di convegni, la gestione del Museo della Sindone e della Biblioteca. Al Centro, la Confraternita affida pure la cura della rivista Sindon il cui primo numero è pubblicato nel novembre del 1959. Nel 1961 la Confraternita inizia importanti lavori come la costruzione del nuovo altar maggiore nella chiesa e la ristrutturazione dello stabile di sua proprietà, dove al piano terra trova nuova sistemazione il museo. Successivamente inizia il restauro del basso fabbricato in cortile (terminato nel 1973), nel cui piano terra viene riallestito il Museo. Questo locale subirà altri restauri e accoglierà anche la macchina fotografica di Secondo Pia e le lastre fotografiche originali della prima fotografia della Sindone donate dai figli Giuseppe e Chiara.
Nel
1992 la Confraternita con la collaborazione del
Centro Internazionale di Sindonologia dà vita a una nuova iniziativa: la “
Quaresima con la Sindone”. La Confraternita propone ai cittadini torinesi alcune conferenze dove presenta la Sindone come strumento privilegiato di meditazione sulla Passione, morte e Risurrezione di Gesù. L'iniziativa riscuote molto successo, tanto che negli anni successivi viene proposta alle parrocchie anche fuori diocesi. In tutte le parrocchie che ne fanno richiesta la Confraternita porta una copia fotografica della Sindone in grandezza naturale e nella settima di permanenza, con i suoi sacerdoti ed esperti del Centro, propone alcuni momenti di riflessione quale approfondimento della Passione di Cristo.
Nel 1998, a distanza di circa 160 anni dalla Chiusura dell' Ospedale dei Pazzarelli, la Confraternita fonda Casa Bordino, centro di ricerca ed intervento sul disagio psichico. È un'associazione che opera in collaborazione e integrazione con il Dipartimento di salute Mentale ASL 1 di Torino, in applicazione di un protocollo d'intesa tra L'Associazione e l'Azienda Sanitaria.
Nell'ultimo periodo, a partire dal
1996, la Confraternita ha dato vita a importanti restauri nella Chiesa del SS. Sudario: gli affreschi, la sacrestia e la sistemazione del presbiterio, lavori che riportano questo gioiello del barocco torinese del 1700 al suo antico splendore. Completa questo quadro il restauro della cripta sotto la chiesa, che dal
1998 è sede definitiva del
Museo della Sindone. Con questi lavori la Confraternita ritiene di aver restituito alla Città di Torino e a tutti i numerosi turisti stranieri che visitano il Museo un piccolo pezzo, ma importante, di storia di quest'antica e bella città.