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Le testimonianze dei disabili nell'ultimo mercoledì di Ostensione   versione testuale
Migliaia i pellegrini in visita, oltre ai numerosi visitatori del Museo della Sindone








Ultimo mercoledì dedicato ai disabili, quello del 19 maggio. Sono state circa 39.800 le persone disabili, malate, cieche ed ipovedenti che hanno visitato la Sindone dall’inizio dell’ostensione; 5.400 le carrozzine fornite all’ingresso dei Giardini reale dai volontari. Nel corso di questa ultima giornata a loro dedicata, sono passati in Duomo circa tremila pellegrini disabili.
 
«Compassione ed emozione». Sono questi i commenti di alcuni fedeli all’uscita dal Duomo: «È stata la nostra prima volta alla Sindone – hanno raccontato – abbiamo provato gioia e commozione nello stesso momento e dopo questa esperienza ci sentiamo ancora più sicuri della nostra fede».
«Indispensabile – hanno aggiunto alcuni ragazzi sulla sedia a rotelle – la guida dei volontari che ci hanno accompagnato lungo il percorso. Senza il loro aiuto non avremmo potuto godere a pieno del pellegrinaggio e del percorso di meditazione che si compie dai Giardini reali al Duomo. Vedere così da vicino le ferite, i grumi di sangue, i segni delle spine è un’esperienza unica». Tra i visitatori del mercoledì anche Piera Avogadro, torinese. «Ho perso la vista in età adulta – ha spiegato la donna – molti anni fa vidi il Telo ma tornare adesso toccando con mano quell’immagine in rilievo è tutta un’altra cosa: fa venire i brividi».
In serata, in visita alla Sindone oltre 100 pellegrini e disabili della diocesi di Piacenza.
 
Grande successo in questi ultimi giorni di ostensione anche per il Museo della Sindone, visitato, finora, da oltre 35 mila persone. Tra loro numerosissimi gli stranieri, arrivati da Hong Kong, paesi arabi, Sri Lanka, Usa, Brasile, Messico, Perù e Guatemala. Non sono mancati neppure gli europei, soprattutto Francesi e Polacchi.
«Da quando il Museo è stato collocato nella sua nuova sede di via San Domenico, nella cripta della chiesa del Santo Sudario, sono trascorse già due Ostensioni (1998 e 2000) – ha detto il direttore scientifico del museo Gianmaria Zaccone – Mai i visitatori sono stati così numerosi, nonostante la maggiore durata delle precedenti ostensioni. Tra gli oggetti custoditi nel Museo, particolare attenzione sembrano attirare la cassetta reliquiario che per tre secoli ha custodito il Telo, quella salvata dall’incendio del 1997, e la macchina fotografica utilizzata da Secondo Pia per le prime foto della Sindone nel 1898».
Dopo l’ostensione il Museo continuerà naturalmente la sua attività, con l’apertura, tutti i giorni della settimana (festività comprese), dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19.