Mancano pochi giorni alla fine di questa ostensione, ma il grande afflusso di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo non si arresta, così come è accaduto anche martedì 18 maggio. Da oltreoceano sono giunti soprattutto fedeli statunitensi, mentre tra i visitatori italiani sono sfilati davanti alla Sindone 300 pellegrini delle parrocchie romane e 500 giovani della Comunità Cenacolo, accompagnati dalla fondatrice suor Elvira Petrozzi, i quali lungo il percorso di avvicinamento al Lino hanno sussurrato melodie alternate alla recita di preghiere. I ragazzi della Comunità Cenacolo - nata nel 1983 per recuperare le vittime di situazioni familiari difficili e della droga - provengono da Italia, Libano, Lituania, Slovacchia, Francia, Croazia, Irlanda e Messico. «Significativo, per questi giovani, l’incontro in Duomo con la sofferenza del Cristo» ha detto padre Stefano Aragno, uno dei quattro sacerdoti del gruppo di Saluzzo, sede della casa madre della Comunità. «Soprattutto per loro, che la morte ce l’avevano dentro», ha aggiunto il religioso. Insieme con il gruppo erano presenti anche alcune giovani suore missionarie della Risurrezione, comunità religiosa nata di recente in seno al Cenacolo.
Tra i pellegrini in visita nella giornata di martedì il cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e del Pontificio Consiglio della Pastorale dei migranti, ha dichiarato: «Non è la prima volta che vengo per l’ostensione – ha affermato – La Sindone è la testimonianza della sofferenza di un uomo nella sua infinita missione d’amore. Deve invitarci ad una conversione di vita e a chiederci: cosa facciamo noi per i nostri fratelli?».
Inoltre, davanti alla Sindone, nel pomeriggio, sono passati numerosi docenti dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Tantissimi anche i fedeli riuniti lunedì sera in Duomo per il solenne Mattutino presieduto dal metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del dipartimento per le Relazioni esterne del Patriarcato di Mosca e primo collaboratore del patriarca Kirill. Al Grande Vespro ortodosso hanno preso parte 6 vescovi, numerosi sacerdoti e oltre 600 pellegrini russi. Presente alla celebrazione il card. Severino Poletto il quale, rivolgendosi al rappresentante della Chiesa d’Oriente, ha dichiarato di essere «lieto a nome della Chiesa di Torino di accogliere Sua eminenza il metropolita Hilarion, che viene qui a venerare la Santa Sindone con questo solenne Mattutino. L’accoglienza nella preghiera – ha proseguito l’Arcivescovo di Torino – indica la fede che ci unisce insieme: in Cristo; nella devozione per la Santa Madre di Dio; nella devozione a questa Santa Sindone che ci mostra il mistero della morte e risurrezione di Gesù». Il card. Poletto ha chiesto al metropolita Hilarion di portare un saluto al Patriarca Kirill, augurandosi che presto possa avvenire l’incontro con Papa Benedetto XVI. Al termine della liturgia Hilarion ha donato al card. Poletto un’icona raffigurante l’immagine del Salvatore.