Torna all'Home Page

 Santa Sindone » News e Info » Archivio news » I non-vedenti di fronte alla Sindone 
I non vedenti di fronte alla Sindone   versione testuale
A rendere percepibile anche ai non vedenti ciò che gli occhi negano è il tatto








Una cinquantina di pellegrini ipovedenti sono giunti in Duomo mercoledì, giorno dedicato in particolare ai malati e ai disabili. A rendere percepibile anche ai non vedenti ciò che gli occhi negano è il tatto. Per loro è infatti possibile scoprire i tratti dell’Uomo della Sindone sfiorando con le dita un plastico in lega di alluminio, fedele rappresentazione della parte anteriore del Telo, realizzato dall'Associazione piemontese Retinopatici e Ipovedenti (APRI), collocato lungo il percorso, dopo la sala della Prelettura.
Pensato e costruito fra il 1999 ed il 2000, il plastico di circa 250 Kg, consente a chi non vede o vede in modo insufficiente, di avere un contatto “fisico-sensoriale” con l’immagine che in esso è in rilievo e di percepire anche tutte le informazioni che il Telo ha impresse. La riproduzione in rilievo propone un’immagine del corpo che evidenzia in ogni sua parte l’intensità o meno dell’immagine reale. Laddove, ad esempio, la macchia di sangue è più intensa, il rilievo sarà più evidente e viceversa (qui maggiori informazioni sul plastico)
 
Nel corso della giornata non sono mancate le visite di personalità di spicco come il metropolita ortodosso di Minsk e di tutta la Bielorussia Filarete, che, terminata la visita, ha dichiarato: “L’impressione è tale che non si riesce ad esprimere la gioia che si prova a trovarsi di fronte al sacro Lino. Ringraziamo i custodi della Sindone e tutti coloro che accolgono i pellegrini”. In serata, presso la Real Chiesa di San Lorenzo in piazza Castello, la compagnia del Teatro Sacro e Popolare ha presentato “Il Cammino della Sindone. Sacra Rappresentazione in quattro quadri”, la prima sacra rappresentazione sulla storia della Sindone nel suo cammino lungo i secoli da Gerusalemme a Torino. Lo spettacolo è stato organizzato dalla diocesi di Torino e dall’Ufficio per la pastorale del tempo libero turismo e sport.