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"Il coraggio di vivere", mostra fotografica su sofferenza e disagio   versione testuale
Mostra organizzata dalla Fondazione Istituto di ricerca per la comunicazione della disabilità e del disagio (IRCDD) e dall'Università degli studi di Torino




Ventitre fotografi e cinquanta immagini per raccontare il "coraggio di vivere". La mostra, aperta da oggi, è organizzata dalla Fondazione Istituto di ricerca per la comunicazione della disabilità e del disagio (IRCDD) e dall'Università degli studi di Torino ed è curata dal prof. Liborio Termine e dal regista Michelangelo Dotta.

«Tutto inizia quando abbiamo avuto notizia dell'ostensione della Sindone - racconta il prof. Termine - che ripropone al pubblico quel sudario che rappresenta l'immagine di un corpo straziato e che certamente ha avvolto un 'povero cristo'. Un'espressione questa che intreccia umanità e divinità a dire quanto la sofferenza riesca a umanizzare il sacro e insieme a sacralizzare l'uomo».

La mostra fotografica è nata attorno a questa idea del "corpo sindonico", inteso come "corpo offeso": umano, sociale,della città, della Terra. E tuttavia "corpo" che si dispone sul versante della vita e vuol far emergere ciò che immediatamente sembra negarlo: dall'orrore la speranza, dalla distruzione il futuro, dalla disperazione la gioia, dalla morte la vita.

Il tema del "corpo offeso" viene articolato, lungo il percorso della mostra, in 12 "stazioni" che sembrano ripercorrere, come il cammino della Croce, le varie tappe della sofferenza dell'uomo oggi: dalla guerra, vista come "gioco da bambini", alla donna ("Amare ed essere amati"), dalle mafie ai migranti, dagli esclcusi nella città alle città ferite, dal tunnel della disabilità alla solitudine della vecchiaia. Ogni stazione configura e rappresenta un luogo caratteristico della fragilità dell'uomo nella attuale civiltà.

Le immagini fotografiche sono di autori che hanno firmato la storia della grande scuola fotografica italiana, associati ad alcuni autori più giovani ma già ampiamente accreditati. Tra essi figurano Gianni Berengo Gardin, Letizia Battaglia, Francesco Cito, Carlo Corino, Pepi Merisio, Franco Fontana, Mario Spada....

Di grande impatto la scelta dell'immagine che chiude il percorso fotografico: presenta quel corpo di bambino accartocciato in un trolley, così come è apparso sullo schermo del metal detector ai confini della Spagna alcune settimane fa."E' l'ultimo dei sudari che abbiamo conosciuto - commenta il prof. Termine - una immagine che non viene dal passato ma dal nostro presente e purtroppo forse ancora tornerà nel nostro futuro".

La mostra "Il coraggio di vivere" è aperta da oggi fino al 24 giugno nel colonnato del Palazzo del Rettorato, Università di Torino, con orario dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19, il sabato dalle 8 alle 13; ingressi da via Po 17 e via Verdi 8.

 
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