Sacra Sindone
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Gli interventi sul tessuto

Una serie di importanti interventi è stata compiuta sulla Sindone nel periodo fra giugno e luglio 2002, nel recinto del Duomo di Torino, durante le quali sono state rimosse le toppe cucite sulla Sindone per coprire le lacune carbonizzate in seguito all'incendio del 1534 a Chambéry. È anche stato sostituito il telo di supporto su cui la Sindone era cucita dal 1534.
Per comprendere l'effettiva portata del lavoro occorre ricordare che, a seguito del disastroso incendio che nel 1532 scoppiò nella Sainte Chapelle del Castello di Chambéry dove era conservata la Sindone, il Lenzuolo fu danneggiato. In particolare gocce di metallo fuso del contenitore della Sindone caddero sul tessuto creando una serie di fori simmetrici (la simmetria è dovuta al fatto che il lenzuolo era conservato ripiegato). Nel 1534 le clarisse di Chambéry provvidero a riparare tali lacune, sovrapponendovi delle pezze di lino triangolari cucite sulla Sindone e sul telo di lino (detto Telo d'Olanda) con cui fu foderata la Sindone sul retro per rendere più robusto tutto l'insieme. È da rilevare che nel tempo molti altri furono gli interventi eseguiti sul Lenzuolo, con la sostituzione di alcune toppe e operazioni di rammendo e ricucitura, che contribuirono a rendere assai critico il complesso di conservazione Sindone-toppe-telo d'Olanda. Le toppe sono oggi state rimosse ed il telo d'Olanda sostituito. I lavori per la conservazione sono iniziati nel 1992 quando il Cardinal Saldarini riunì un ristretto numero di esperti in conservazione e restauro di tessuti antichi per ottenere indicazioni sui lavori da eseguire.
Il gruppo fornì unanimamente il suggerimento di conservare la Sindone distesa, priva dei bordi e dei drappi che la accompagnavano, in una atmosfera inerte. Suggerì inoltre di proseguire poi i lavori con l'asportazione delle toppe e del telo d'Olanda. Su quest'ultimo punto i pareri non erano unanimi. Alcuni, infatti, suggerivano, con la politica del "passo dopo passo", di agire, mentre altri preferivano effettuare preventive rilevazioni di dati per poi intervenire. Partendo da queste indicazioni si è dapprima provveduto a eliminare i drappeggi e i bordi (che sono conservati nel Museo della Sindone a Torino) e successivamente a conservare la Sindone in posizione distesa superando una lunga serie di difficoltà tecnologiche (costruzione della teca e dei relativi sistemi di compensazione pressoria, gas inerte e suo condizionamento, sistemi di controllo di tutto l'impianto, ecc.).
Nel corso di questi lavori la Sindone è stata oggetto di una serie di attente osservazioni. Si era ad esempio rilevato che sotto la toppa posta in vicinanza del piede era presente una consistente quantità di sostanze materiali estranee. Si era quindi paventata la possibile presenza di inquinanti anche sotto le toppe centrali. La decisione di intervenire, avallata dalla Santa Sede, è stata presa con la volontà di procedere per gradi e di intervenire con mezzi proporzionati alla situazione che per altro doveva essere verificata momento per momento
In effetti, l'immaginazione non era arrivata a prevedere la situazione reale. A titolo di esempio, sul bordo della toppa, si trovava una preoccupante presenza di polvere finissima di materiale carbonico. Un'osservazione microscopica ha evidenziato che il materiale carbonico è presente sulla tela d'Olanda e anche su siti sindonici lontani dalle bruciature. Sui siti sindonici non strettamente adiacenti alle bruciature non si è intervenuti, per evitare di alterare e rendere impossibili successive ricerche.
L'intervento ha seguito i seguenti criteri:

Le rilevazioni sono state eseguite utilizzando uno strumento appositamente costruito e in grado di portare i diversi sensori degli strumenti direttamente sui siti di misura. In questo contesto sono state effettuate rilevazioni fotografiche, scannerizzazioni e rilievi fotografici in fluorescenza. Sono inoltre state effettuate registrazioni di spettri di riflettanza UV-VIS, spettri di fluorescenza e spettri Raman. I risultati delle misure sono stati consegnati al Custode Pontificio della Sindone, per essere eventualmente messi a disposizione per successive ricerche.Sui siti, oggetto di misure spettrofotometriche sul retro della Sindone, si sono effettuati prelievi, con i metodi della suzione e del nastro adesivo.
È stata anche effettuata una serie di rilevazioni microscopiche.
L'intervento tessile sulla Sindone è stato eseguito dalla dott.ssa Flury-Lemberg, con l'aiuto della dott.ssa Tomedi. La Sindone è stata dapprima appoggiata su carta di riso neutra con l'immagine rivolta verso il basso. Si è quindi scucito il telo d'Olanda e poi le toppe. Si è provveduto all'allontanamento di tutto il materiale carbonizzato dai siti sotto le toppe. Tale materiale era costituito da polvere molto fine. Senza procedere a tagli si è pure provveduto ad asportare il materiale ancora collegato labilmente al telo. Successivamente hanno avuto luogo le sopra citate rilevazioni. Al termine di tali rilievi è iniziata l'operazione di ricucitura della Sindone sul nuovo telo di supporto. L'operazione è stata condotta rivoltando la Sindone (senza mai alzarla distesa) per mezzo di una serie attenta di variazioni posizionali che ne hanno garantito l’assoluta incolumità. Il confronto tra le immagini della Sindone prima e dopo l'intervento non lascia dubbi sulla positiva qualità del lavoro svolto. Le reazioni favorevoli dei maggiori scienziati e ricercatori sulla Sindone, venuti a Torino da tutto il mondo per valutare il lavoro eseguito, sono un'ulteriore riprova della effettiva necessità dell'intervento svolto per una corretta conservazione della Sindone.
Gli interventi effettuati, e soprattutto la rimozione delle toppe, hanno restituito una «immagine» della Sindone che, al primo impatto, è un po' diversa da quella che tutti ricordano. Per questo è stata effettuata, dallo studio Giancarlo Durante, una nuova serie completa di fotografie. Le immagini più rappresentative sono pubblicate nel volume di G. GHIBERTI, Sindone le immagini – 2002, Torino ODPF 2002. La documentazione scientifica e fotografica degli interventi di ricucitura è stata pubblicata nel volume di M. FLURY-LEMBERG, Sindone 2002: L'intervento conservativo. Preservation. Konservierung, Torino ODPF 2003, che completa la documentazione della «stagione delle ostensioni», concludendo quanto si era iniziato con la pubblicazione di G.M. ZACCONE, Le due facce della Sindone. Pellegrini e scienziati alla ricerca di un volto, Torino ODPF 2001.

 

 


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