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"Pellegrinaggio dei Popoli": 500 migranti piemontesi in visita alla Sindone   versione testuale
La giornata è terminata con la Messa celebrata da mons. Ravinale



«Come ha detto il Papa: all’interno della valigia dei migranti ci sono fiducia e speranza», questo ha affermato Sergio Durando, direttore Ufficio Pastorale Migranti di Torino e Migrantes Regionale, in pellegrinaggio domenica 14 giugno insieme con 500 migranti provenienti dalle diocesi di Ivrea, Casale Monferrato, Pinerolo, Torino, Cuneo, Asti e Alessandria.

Proprio per l’eccezionalità rappresentata dall’Ostensione della Sindone, la seconda edizione della manifestazione annuale «Pellegrinaggio dei Popoli» delle diocesi piemontesi, durata tutta la giornata di domenica e terminata con la Messa celebrata da mons. Francesco Ravinale, vescovo di Asti, si è svolta quest’anno a Torino, a differenza di quella del 2014 al santuario della Madonna Nera di Oropa. «Le oltre 190 nazionalità costituite da africani, un gruppo di rifugiati e alcuni immigrati provenienti dagli sbarchi al Sud della nostra Penisola rappresentano una vera ricchezza di popoli sia musulmani sia cristiani – ha spiegato Sergio Durando – Questo pellegrinaggio è vicino alla realtà dell’immigrazione che stiamo vivendo in quanto cammino, movimento di milioni di persone alla ricerca di una vita migliore, e il compito della Pastorale è quello di ricevere questa gente: chiunque si mette in viaggio deve trovare nella Chiesa un punto di riferimento, una comunità accogliente. Il viaggio è anche visto come meta e come incognita, avvicina a Dio e alla ricerca di Dio, oltre i confini del proprio paese, perché Dio non abbandona nessuno».

Nei giorni scorsi l'arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia ha dichiarato: «La pur necessaria accoglienza non basta: essa risponde certo all’emergenza, ma occorre avere una progettualità più ampia e un tempo prolungato di accompagnamento formativo e specifico per trovare soluzioni che diano a queste persone una prospettiva per il loro futuro - e ha aggiunto - In questo senso l’Europa diventa decisiva: molti infatti lo sappiamo passano dall’Italia per andare all’estero, dove c’è più possibilità di lavoro e di sistemazione che nel nostro Paese».
 
 
 
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