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Omelia dell'Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia in occasione dell'Ostensione televisiva della Sindone: Sabato santo 30 marzo 2013   versione testuale


Carissimi fratelli e sorelle,
 
in questo Sabato Santo in cui tutta la Chiesa si pone davanti al sepolcro del Signore in atteggiamento di silenzio, di preghiera, di meditazione sul mistero della sua morte in croce, abbiamo contemplato la Santa Sindone e ci siamo soffermati sul volto segnato da una profonda sofferenza, sulle mani e i polsi trafitti dai chiodi, sul costato lacerato dalla lancia del centurione, di quell’uomo crocifisso che ci parla in maniera così drammatica, intensa e reale, della sofferenza di Gesù.
Come ci ricorda Papa Francesco nel suo messaggio che ascolteremo tra poco, “il nostro non è stato un semplice osservare, ma un venerare, uno sguardo di fede, un lasciarci guardare”.
 
Sì, perché la Sindone richiama il buio del sepolcro di Cristo, ma lascia anche intravvedere la luce della sua risurrezione, ci mostra le profonde sofferenze causate al Signore dalla sua passione e morte in croce, ma annuncia ad un tempo la vittoria della grazia sul peccato, del perdono sull’odio e la violenza, della speranza sulla disperazione. Il mistero più oscuro della fede che il sabato Santo ci ricorda è nello stesso tempo il segno più luminoso di una speranza che non ha confini.
Per questo la Santa Sindone è veramente l’icona del Sabato Santo che rivela l’infinito amore di Gesu’ per i suoi e per l’umanità intera, la sua fiducia nel Padre che lo sostiene e accompagna sino alla fine. Qui sta l’assoluta grandezza della Sindone. Quel volto dell’Uomo dei dolori, le sue sofferenze e la sua morte,in cui si rispecchia la sofferenza e l’abbandono di tanti uomini e donne soggetti a violenze, ingiustizie e soprusi, guerre,fame e miseria, ci rivelano quanto potente è l’amore di Dio e la sua misericordia. Chi sa contemplarla con fede riceve forza per vincere ogni male e difficoltà che assillano la sua esistenza: quel sangue che si vede ancora così chiaramente inciso nel telo, è portatore di vita perché è attraverso il sangue di Cristo Signore che tutti riceviamo la salvezza.
 
Bisogna dunque ascoltare la voce della Sindone, bisogna immergersi nel suo silenzio eloquente, bisogna riempire il cuore di quella fede che può trasformare la sua contemplazione in canto di letizia e di alleluia pasquale.L’ostensione di questo Sabato santo vuole aiutare quanti amano la Sindone o quanti comunque ne accolgono e rispettano il mistero, a porsi in questo atteggiamento di meditazione,per accogliere con fede l’annuncio della risurrezione del Signore, che questa notte verrà proclamato in ogni chiesa. 
 
Il messaggio della Sindone è rivolto soprattutto a voi cari ammalati, disabili e sofferenti che siete coloro che piu’ di ogni altro, possono coglierne e viverne il significato piu’ vero e profondo che porta nel cuore tanta serenità e coraggio. Voi infatti partecipate in prima persona al mistero del dolore che, vissuto in unione a Cristo crocifisso e risorto, produce frutti fecondi di grazia per voi, i vostri cari, le vostre comunità, la Chiesa e tutta l’umanità. Vivete dunque con gioia e fiducia questo momento in cui potete contemplare la Sindone e rispecchiarvi in quel corpo e quel volto carico di piaghe, da cui promana la luce e la forza travolgente dell’amore,che redime e salva.
 
E anche voi giovani amici,non abbiate paura della Croce di Cristo e di ciò che essa rivela,il mistero della sua sofferenza, da cui nasce la vita per tutti. La Sindone vi dice che amare significa soffrire con la certezza che il Dio della vita vince il male con il bene e trasforma anche il dolore in via di redenzione e di salvezza. Non esiste l’amore senza la perdita di sé nel dono gratuito che fa sperimentare la vera gioia, a cui anela il profondo del vostro cuore .
 
 
Cari fratelli e sorelle, 
 
accogliamo l’invito che Papa Francesco rivolge nel suo messaggio: “il Volto della Sindone lascia trasparire un’energia contenuta, ma potente, come se dicesse: abbi fiducia,non perdere la speranza, la forza dell’amore di Dio, la forza del Risorto vince tutto.” Eleviamo dunque a Dio il canto di lode e di riconoscenza perché se devastante è il peccato che ci allontana da lui e profonde sono le sofferenze che ci opprimono o le prove che dobbiamo affrontare, ben piu grande e feconda di gioia e di speranza è la sua vittoria pasquale che ci viene donata. Preghiamo perché sappiamo portare l’immagine della Sindone negli occhi e nel cuore affinchè guidi i nostri passi incerti verso una fede in Cristo risorto più forte e perseverante, una carità piu’ aperta al dono gratuito di sé, una speranza in Lui piu’ affidabile e sicura.
Maria santissima la Madre addolorata che ha accolto sulle sue ginocchia il corpo mortale del suo divin Figlio, possa sostenere il nostro cammino dal peccato alla grazia,dalle tenebre alle luce, ora e sempre. Amen.