| Gli incontri sulla Sindone svolti nelle scuole
torinesi hanno
permesso alcune constatazioni utili per quanto si vorrà programmare in
vista della nuova
Ostensione del 2000.
I
giovani,
cominciando dai più piccoli (Scuole Elementari) fino agli studenti delle
Scuole
Secondarie Superiori si sono dimostrati attratti dal senso di mistero che
promanava dalla
Sindone: da dove viene? Come si è formata l'immagine, quali sofferenze sono
state
inflitte all'uomo della Sindone?

E' stato facile
passare con loro da
questa curiosità iniziale ad un approccio più approfondito: familiarizzare
con la
ricerca storica e scientifica di cui la Sindone è interessante oggetto per
avviarli al
confronto con i testi evangelici.
La scuola ha colto la
possibilità di
cui sopra e se ne è servita non soltanto in modo occasionale, ma anche
inserendola in un
proprio iter formativo. E' significativo che gli incontri offerti solo alle
scuole
religiose si siano poi estesi alla scuola statale non solo su nostra
proposta, ma su loro
richiesta.
Da quanto detto sembra
derivare
l'opportunità di continuare a coinvolgere la scola sul tema della Sindone
come fatto
culturale da approfondire e su cui riflettere. Lasciando ad altre
sedi più consone
la riflessione di Fede che dalla Sindone può scaturire, fa parte del
compito della Scuola
guidare i giovani a porsi in modo non superficiale di fronte a ciò
che, attingendo
nel passato, può recare un messaggio valido per l'uomo
d'oggi.
La via per questo tipo
di proposta alla
scuola non sembra essere quella dei Docenti di Religione Cattolica, ma
piuttosto quella
del Provveditore agli Studi e delle Presidenze o Direzioni Scolastiche. Ciò
proprio per
evitare il facile equivoco che faccia pensare ad intromissioni di
tipo catechistico,
anziché a collaborazioni di carattere culturale.
Naturalmente senza
escludere che
nel corso delle lezioni di religione, con gli allievi che ne hanno scelto la
frequenza, l'insegnante di questa materia dia spazio e sviluppo
alla
riflessione di fede che in un modo così suggestivo la Sindone
suggerisce.
Dina
Gentile |