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Non deve essere stato compito facile per la commissione1
che ha dovuto giudicare quali potessero essere i pensieri più
significativi tra i 1500 scritti di altrettanti giovani che hanno
risposto al quesito proposto durante l'ostensione del 1998 "Quale
messaggio ti sembra di aver ricevuto dalla Sindone per i giovani e gli
uomini del terzo Millennio?".
Il tema infatti è delicatissimo ed il rischio di
cadere nel retorico e nello scontato deve essere stato più che reale.
Tuttavia una scelta si è dovuta ben fare, e il
risultato si può ritrovare sulle pagine di questo libretto. Come
accadrà ai suoi lettori, anch'io ho avuto modo di leggere solo la
quarantina di brani qui riportati, che sono stati individuati e
pubblicati in quanto rappresentano una sintesi che in qualche modo
compendia il senso delle riflessioni di tutti i giovani che hanno
risposto.
Da persona che ha una certa dimestichezza con la
Sindone, ed abituata a sentire le opinioni e le reazioni della gente
quando la si presenta sotto i suoi vari aspetti e si propone la lettura
dell'affascinante immagine impressa su di essa, debbo dire che in questi
testi ritrovo i motivi comuni a coloro che entrano in contatto con
questo misterioso Lenzuolo.
Certo nel nostro caso si trattava della comunicazione
di esperienze vissute davanti alla Sindone nella sua realtà, il che
comporta un impatto emotivo che condiziona in maniera determinante la
reazione personale.
Il risultato di tale impatto si coglie in molti degli
scritti che sono giunti.

Tuttavia l'emozione è quasi sempre immediatamente
razionalizzata in riflessioni che a volte appaiono spontanee, a volte
risentono dei temi che sono stati alla base dei messaggi pastorali
diffusi per la preparazione all'ostensione. Se questo può costituire un
limite, d'altra parte è interessante - e per chi ne è stato attore
anche gratificante - constatare come l'aspetto pastorale di questa
ostensione, attentamente valutato, privilegiato e posto al centro di
tutto il percorso di preparazione, abbia portato gli effetti sperati,
sottolineando il messaggio più vero che dalla Sindone scaturisce,
indipendentemente dalla pur importante questione della sua origine.
In effetti molto pochi (20 sul totale generale di
1500) sono stati gli scritti che fanno riferimento alla questione
dell'"autenticità", e che quindi pongono tale problema alla
base di un rapporto con la Sindone. Molti più sono stati quelli che
hanno spostato la loro attenzione verso la Sindone come
"segno".
Ed ecco che allora la Sindone diventa
"mistero", che "parla di violenza e ingiustizia",
"l'immagine della pace, l'impronta della sofferenza". Ma una
sofferenza che non si esaurisce in se stessa, diventa "immagine di
vita e di risurrezione".
Il fatto che dall'immagine di morte scaturisca un
pensiero di vita e resurrezione lo considero molto importante, perché
svela una riflessione che va veramente al cuore della fede cristiana.
La meditazione sulla morte di Cristo non può essere
disgiunta dalla Pasqua, e viceversa.

E da questo discende in una buona parte degli scritti
un ulteriore pensiero che vede scaturire dalla Sindone un forte richiamo
verso sentimenti di pace e di amore, di carità fattiva ed un invito
alla speranza.
In particolare il tema dell'amore e della speranza
ritornano spesso nelle riflessioni dei giovani. Ed è molto bello
constatare che vi è una grande sintonia tra questi pensieri e la
meditazione che Sua Santità Giovanni Paolo II ha tenuto davanti alla
Sindone il 24 maggio 1998.
Mi pare quindi una valida testimonianza da valorizzare
quella di questi giovani, che con la pubblicazione, pur con i suoi
limiti, viene fissata come uno dei ricordi piacevoli ed utili - anche
per la folta partecipazione numerica - per chi continuerà ad occuparsi
di pastorale della Sindone.
1
La Commissione era formata da Marina Bertiglia,
Provveditore agli Studi di Torino, Giuseppe Ghiberti, Ugo Perone, Paola
Rinetti, Dina Gentile, Diana Strata, Marco Bonatti, Monica Gallo e
Giorgio Chiosso.
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