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Torino

La Sindone giunse a Torino il 14 settembre 1578 tra le salve dei cannoni, accolta con grande solennità.

               L'occasione per il suo trasporto da Chambéry si presentò quando Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, manifestò il desiderio di recarsi a piedi in pellegrinaggio a venerare la Sindone per sciogliere il voto fatto durante la peste del 1576. Abbreviare il viaggio del Prelato, molto noto e già in fama di santità, risparmiandogli la fatica dell’attraversamento delle Alpi, fu la giustificazione dello spostamento della Sindone. S.Carlo Borromeo davanti alla Sindone
La Sindone restò, da quel momento, definitivamente a Torino dove, nei secoli seguenti, fu oggetto di numerose esposizioni ed ostensioni pubbliche o private. La religiosità di tutta la regione fu ovviamente molto influenzata da questa presenza così importante. Ne sono testimonianza viva le nomerosissime presenze iconografiche nelle cappelle e sulle abitazioni di tutto il territorio piemontese. Anche le grandi e solenni ostensioni, molto frequenti nei due secoli barocchi, ne sottolinearono l’aspetto devozionale pubblico. I Savoia dal canto loro, oltre ad una profonda devozione personale, testimoniata da vari scritti privati, consideravano la Sindone il "palladio" della loro casata, segno tangibile del favore di Dio, concretizzando in tal modo l’assunto barocco dell’origine divina di ogni potere temporale. Dopo una collocazione iniziale nella chiesa di San Francesco d’Assisi, la Sindone fu conservata nella cappella ducale dedicata a San Lorenzo. Verso il 1583 fu trasferita in una cappella rotonda dell'antico palazzo ducale e, nel 1587, venne istallata nel duomo in un'edicola con colonne di marmo nero che occupava il posto dell'attuale altare maggiore.
Cappella del Guarini Emanuele Filiberto, morto nel 1580, aveva previsto l'erezione di una cappella destinata ad accoglierla, ma la realizzazione di questa prese consistenza soltanto nel XVII secolo secondo i progetti dapprima di Bernardino Quadri ed in seguito di Guarino Guarini, che disegnò la splendida cupola.
II 1 giugno 1694 la Sindone, fu collocata nella cappella della Sindone nell'altare-reliquiario ideato da Antonio Bertola. Da quel momento in poi la Sindone sarà conservata in questa cappella fino al 1996, quando fu collocata nel coro del duomo, in occasione dei lavori di restauro. Questo spostamento fu provvidenziale in quanto le permise di scampare all’incendio, scoppiato tra l’11 e il 12 aprile 1997, che danneggiò gravemente la cappella.
Solo in due occasioni la Sindone lasciò Torino: nel 1706 riparò a Genova all’avvicinarsi dei francesi che si accingevano ad assediare la città; e nel nostro secolo, tra il 1939 ed il ‘46 quando, in previsione degli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale, fu trasportata nel santuario di Montevergine presso Avellino. Santuario di Montevergine
Assai numerose furono le ostensioni, pubbliche e private, del XVIII secolo, tra cui ricordiamo quelle del: 1703, 1717, 1722, 1730, 1736, 1737, 1739, 1750, 1769, 1775; l’ultima pubblica del secolo avvenne nel l785. Durante il periodo dell’occupazione francese, ed il conseguente trasferimento dei Savoia in Sardegna, la Sindone rimase a Torino, affidata alla custodia dell'arcivescovo di Torino, monsignor Luigi Buronzo Delsignore. Nel 1804 Pio VII, di passaggio a Torino, potè venerarla in un’ostensione privata. Undici anni dopo lo stesso Papa ebbe ancora modo di vedere la Sindone, partecipando ad una ostensione pubblica. Nel corso dell’Ottocento le ostensioni si diradarono e vennero effettuate solo in occasioni dei principali eventi dinastici dei Savoia. Nel maggio 1815 ci fu un’ostensione per solennizzare il loro ritorno a Torino. Altre furono indette nel 1821 e nel 1842, tutte effettuate ancora secondo lo schema settecentesco che prevedeva l’esposizione all’aperto in piazza Castello. Nel 1868 in occasione del matrimonio tra Umberto di Savoia, con la principessa Margherita, la Sindone venne esposta al pubblico all'interno della cattedrale per quattro giorni. E' la prima volta in cui l’ostensione si verificò secondo lo schema organizzativo attuale: in duomo e per più giorni.

L’ostensione successiva venne organizzata nel 1898 per celebrare le nozze di Vittorio Emanuele (III) con Elena del Montenegro ed i centenari religiosi del Piemonte, tra i quali ricordiamo il IV Centenario della costruzione del duomo. L’ostensione durò dal 28 maggio al 2 giugno e vide la presenza di quasi un milione di pellegrini. Fu in questa occasione che furono effettutate le rivelatrici fotografie di Secondo Pia, che aprirono la via alla ricerca scientifica sul Lenzuolo e sulla sua immagine.

Ostensione 1931Le ostensioni del nostro secolo avvennero nel 1931, in occasione del matrimonio tra Umberto (II), principe di Piemonte e Maria José del Belgio, e in nel 1933, in concomitanza dell'Anno Santo straordinario.

Dopo il trasferimento durante la Seconda Guerra Mondiale nel santuario di Montevergine presso Avellino gli eventi che coinvolgono la Sindone furono:
  • 16 - 18 giugno 1969: fu mostrata per la prima volta ad una Commissione scientifica e venne effettuata la prima fotografia a colori.
  • 23 - 24 novembre 1973: prima ostensione televisiva.
  • 26 agosto - 8 ottobre 1978: ebbe luogo un ostensione solenne. Per quarantatre giorni, oltre tre milioni di pellegrini venerarono il Lenzuolo esposto sopra l'altare maggiore del duomo. Al termine il Lenzuolo su sottoposto per 120 ore consecutive ad una serie di esami e di test non distruttivi da parte di scienziati provenienti da ogni parte del mondo.

Ostensione 1978

  • 21 aprile 1988: prelievo dei campioni utilizzati per l’esame al radiocarbonio, il cui responso data il Lenzuolo alla prima metà del ‘300.
  • 18 aprile - 14 giugno 1998: ostensione solenne, che ha visto la partecipazione di oltre due milioni di pellegrini, indetta per ricordare il cinquecentesimo anniversario della consacrazione del duomo di Torino, e il primo centenario dell'ostensione e della fotografia del 1898.
Manifesto Ostensione 1998
La prossima ostensione è stata indetta dal 26 agosto al 22 ottobre dell’anno 2000: questa la motivazione, secondo le parole del cardinale Giovanni Saldarini, arcivescovo di Torino: "la ripetizione dell'ostensione nell'anno del giubileo vuole offrire una particolare occasione di santificazione del giubileo con un pellegrinaggio penitenziale verso un segno eccezionalmente suggestivo della passione del Signore".

Chambéry - Storia della Sindone


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