| Le varie leggende che ne
narrano lorigine lo riconducono
allintervento diretto di Gesù che impresse
il suo volto in un pezzo di stoffa, in greco mandylion
(fazzoletto), inviato in dono al re Abgar IV di
Edessa. Riconosciuto e
venerato in forma solenne in quella città
sicuramente a partire dal VI secolo, dove fu
protagonista di eventi miracolosi, fu poi
trasferito a Costantinopoli nel 944, e lì
conservato nel tesoro degli imperatori bizantini.
Nel 1978 è stata avanzata la
suggestiva ipotesi secondo cui il Mandylion
coinciderebbe con la Sindone. Lipotesi è
suffragata da vari elementi e da alcune
intuizioni relative alle caratteristiche
dellIcona: rakos tetradiplon, cioè
ripiegata "due volte quattro volte su se
stessa"; e acheropoiete, cioè
"non fatta da mani duomo",
elementi ambedue che potrebbero essere messi
strettamente in relazione con la Sindone di
Torino. Da ulteriori analisi sulle descrizioni
dellarrivo dellIcona a Costantinopoli
sembra che sia lecito dedurre che il
"fazzoletto" contenuto nel reliquiario
rettangolare in realtà nascondesse un pezzo di
stoffa ben più grande e contenente
limmagine di un intero corpo martoriato.
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