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Chambéry

 I Savoia dapprima conservarono il Lenzuolo nel loro tesoro privato, portandoselo appresso nel peregrinare per i loro Stati a cavallo delle Alpi, come consuetudine delle corti medievali.
     A partire dal 1471, Amedeo IX il Beato, figlio di Ludovico, incominciò ad abbellire ed ingrandire la cappella del castello di Chambery, capitale del Ducato, in previsione di una futura sistemazione della Sindone. Dopo una iniziale collocazione nella chiesa dei francescani, la Sindone venne definitivamente riposta nella Sainte-Chapelle du Saint-Suaire. In questo contesto i Savoia richiesero ed ottennerro nel 1502 dal Papa il riconoscimento di una festa liturgica particolare per la quale fu scelto il 4 maggio. II 4 dicembre 1532, un incendio devastò la Sainte-Chapelle e causò al Lenzuolo notevoli danni che saranno riparati nel 1534 dalle Clarisse della città.            

Con lo scoppio della guerra tra Francesco I e Carlo V, il duca di Savoia nel 1535 dovette fuggire davanti all'esercito francese per rifugiarsi in Piemonte, portandosi con sè la Sindone che fu più volte oggetto di ostensioni a Torino, Milano, Vercelli. II Lenzuolo ritornò solennemente nella Sainte-Chapelle di Chambery il 4 giugno 1561 in seguito alla pace di Cateau-Cambrésis del 1559 con la quale il nuovo duca Emanuele Filiberto aveva riottenuto i suoi Stati.

Sotto l'impulso del nuovo e giovane duca inizia l'epoca della grande affermazione di Casa Savoia. I tempi erano ormai maturi per una diversa impostazione della politica sabauda che diresse i propri interessi strategici verso la Penisola. Conseguenza di ciò fu lo spostamento del centro di comando da Chambéry a Torino, più adeguato rispetto alle nuove esigenze.

Mutato il centro politico-amministrativo mancava solo più il "segno" religioso: la Sindone. Emanuele Filiberto trasferì definitivamente la Sindone da Chambéry a Torino il 14 settembre 1578.

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