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Intervento del Prof. Savarino

[Testo completo in RTF]

I lavori per la conservazione sono iniziati nel 1992 quando Sua Eminenza il Cardinal Saldarini riunì un ristretto numero di esperti in conservazione e restauro di tessuti antichi per ottenere indicazioni sui lavori da eseguire. Il gruppo fornì unanimamente il suggerimento di conservare la Sindone distesa, priva dei bordi e dei drappi che la accompagnavano, in una atmosfera inerte. Suggerì inoltre di proseguire poi i lavori con l’asportazione delle toppe e del telo d’Olanda. Su quest’ultimo punto i pareri non erano unanimi. Alcuni infatti suggerivano, con la politica del passo dopo passo, di agire, mentre altri preferivano effettuare preventive rilevazioni di dati per poi agire.
 
Partendo da queste indicazioni si è dapprima provveduto a eliminare i drappeggi e i bordi e successivamente a conservare la Sindone in posizione distesa superando una lunga serie di difficoltà tecnologiche (costruzione della teca e dei relativi sistemi di compensazione pressoria, gas inerte e suo condizionamento, sistemi di controllo di tutto l’impianto, ecc.).
 
Nel corso di questi lavori la Sindone è stata oggetto di una serie di attente osservazioni. Si era ad esempio rilevato, che sotto la toppa posta in vicinanza del piede (si veda la figura 1), era presente una consistente quantità di sostanze estranee. Si era quindi paventata la possibile presenza di sistemi inquinanti anche sotto le toppe centrali. La decisione di intervenire, avallata dalla Santa Sede, è stata presa con la volontà di procedere per gradi e di intervenire con mezzi proporzionati alla situazione che per altro doveva essere verificata momento per momento.
 
In effetti l’immaginazione non era arrivata a prevedere la situazione reale. Si veda la figura 2 nella quale è rilevabile, sul bordo della toppa, una preoccupante presenza di polvere finissima di materiale carbonioso.
Una osservazione microscopica, effettuata con l’apparecchiatura messa a disposizione dalla dott.ssa Tomedi, ha evidenziato che il materiale carbonioso è presente sulla tela d’Olanda e anche su siti sindonici lontani dalle bruciature. Si osservino le figure 3 e 4.
Sui siti sindonici non strettamente adiacenti alle bruciature non si è intervenuti, per evitare di alterare e rendere impossibili successive ricerche.
 
L’intervento ha seguito i seguenti criteri:
 
a) Miglioramento delle condizioni di conservazione asportando le parti inquinanti sui bordi delle bruciature, evitando ovviamente di danneggiare la Sindone.
b) Raccolta, catalogazione (sulla base della posizione) e consegna al Custode Pontificio delle parti asportate sui bordi delle bruciature e senza effettuare tagli.
c) Ripristino di un telo di supporto per fornire un adeguato sostegno meccanico alla Sindone.
d) Effettuazione di osservazioni e misure (sulla parte posteriore) difficilmente eseguibili in tempi successivi. Le rilevazioni sono state eseguite utilizzando uno strumento appositamente costruito (si veda la figura 5) e in grado di portare i diversi sensori degli strumenti direttamente sui siti di misura. Il sistema è stato studiato dall’ing. Ardoino e realizzato dalla ditta ADL. In questo contesto sono state effettuate rilevazioni fotografiche (gruppo di lavoro diretto dallo studio Giandurante) e scannerizzazioni (gruppo di lavoro diretto dal prof. Soardo). Rilievi fotografici in fluorescenza (eseguiti dal gruppo di lavoro della polizia scientifica di Torino diretta dal dott. Celìa). Sono inoltre state effettuate registrazioni di spettri di riflettanza UV-VIS, spettri di fluorescenza e spettri Raman. Gli spettri di riflettanza e di fluorescenza sono stati effettuati dalla ditta Laser Point, curati dal dott. Pellegrini e dalla dott.ssa Caldironi. Gli spettri Raman sono stati eseguiti dalla ditta Renishow a cura del dott. Tagliapietra e dall’ing. Orsi. I risultati delle misure sono stati consegnati a Sua Eminenza il Cardinal Poletto, custode Pontificio della Sindone, per essere messi a disposizione per successive ricerche.
e) Sui siti oggetto di misure spettrofotometriche sul retro della Sindone, si sono effettuati prelievi, con i metodi della suzione e del nastro adesivo. I prelievi, effettuati alla presenza del cancelliere della curia, sono stati sigillati e prelevati dal cancelliere stesso. La scelta dei siti è stata effettuata dal prof. Baima Bollone con l’approvazione della intera commissione. Il prof. Baima Bollone ha inoltre provveduto ad effettuare i prelievi alla presenza della commissione stessa.
f) Effettuazione di una serie di rilevazioni microscopiche con l’utilizzo dell’apparecchiatura messa a disposizione dalla dott.ssa Tomedi.
 
I particolari e le tecniche connesse più specificatamente all’operazione di conservazione saranno di seguito descritte dalla dott. Fleury-Lemberg su singola richiesta dei presenti. Ci si limita a descrivere le operazioni più importanti che la dott.ssa Fleury-Lemberg ha eseguito con l’aiuto della dott.ssa Tomedi. La Sindone è stata dapprima appoggiata su carta di riso neutra con l’immagine rivolta verso il basso. Si è quindi scucito il telo d’Olanda e poi le toppe. Si è provveduto all’allontanamento di tutto il materiale carbonizzato dai siti sotto le toppe. Tale materiale era costituito da polvere molto fine. Senza procedere a tagli si è pure provveduto ad asportare il materiale ancora collegato labilmente al telo. Successivamente hanno avuto luogo le sopra citate rilevazioni. Al termine di tali rilievi è iniziata l’operazione di ricucitura della Sindone sul nuovo telo di supporto. L’operazione è stata condotta rivoltando la Sindone (senza mai alzarla distesa) per mezzo di una serie attenta di variazioni posizionali che ne hanno garantito la sua assoluta incolumità. Non ci si addentra in particolari tecnici, anche se interessanti, ma si vuole qui sottolineare l’assoluto altissimo livello di professionalità mostrato dalle dott.sse Lemberg e Tomedi che hanno svolto il loro impegno con dedizione, capacità e rispetto per la Sindone. I risultati ottenuti sono rilevabili nella figura seguente nella quale si raffrontano le fotografie della Sindone prima e dopo l’intervento.
Pertanto il confronto non lascia dubbi sulla positiva qualità del lavoro svolto.
 
Torino, 21 settembre 2002

Prof. Piero Savarino