Nota 2

Autenticità è termine equivoco perché, almeno nel sentire comune, si contrappone a falsità. Infatti, quando nel 1988 si disse che la Sindone era medioevale, si parlò indistintamente di 'non-autenticità' e di 'falsità': la Sindone non è autentica, dunque è un falso. L'induzione è del tutto indebita: la Sindone è quel che è, dunque non è un falso, almeno fino a quando l'uomo non ne faccia un uso che alteri la sua natura. Ora la più elementare osservazione permette di dire che essa è un lenzuolo caratterizzato per la presenza di un'immagine. Un'immagine è fatta per essere vista e per questo deve essere mostrata (si dovranno naturalmente verificare modalità e fini della 'ostensione'). Se dunque è sempre ingiustificato parlare di falsità, conviene anche non parlare di autenticità: è il motivo per cui abitualmente propongo di precisare che la problematica (scientifica) della Sindone è quella dell'età romana della sua origine (I sec. d. C.) e del contatto del len-zuolo sindonico con il cadavere di Gesù deposto dalla croce. Resta vero, ciononostante, che la terminologia di 'autenticità' è di uso molto più spiccio e che quindi, per motivi pratici, a volte le si deve dare la precedenza.