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Venerati Fratelli e figli dilettissimi,
Scrivo queste poche righe mentre negli occhi è ancora
viva la visione
del grandioso
spettacolo della funzione di chiusura dell'ostensione della S. Sindone,
mentre la memoria
è piena dei dolci ricordi di queste belle giornate passate in preghiera
dinanzi alla
preziosa reliquia, mentre il cuore ribocca di tante soavi emozioni. Abbiamo
davvero motivo
di ringraziare il Signore per le molte grazie che ci ha elargito in questo
periodo
dell'ostensione.
Fin dal primo annuncio del grande e straordinario
avvenimento dicevamo
che questa
ostensione, a ricordo del XIX Centenario dell'umana Redenzione, doveva
svolgersi in un
devoto raccoglimento di preghiera. E così fu: tutti hanno notato uno
spirito di pietà
assai accentuato in quanti passarono o si soffermarono dinanzi alla S.
Sindone. Pareva che
la figura del Divin Redentore delineata sul S. Lino parlasse a tutti dei
dolori sofferti
per noi, delle umiliazioni cui volontariamente si era sottoposto per essere
il Redentore
delle povere anime nostre e insieme il nostro modello. Ben settantamila
furono le
Comunioni distribuite in quei giorni soltanto nella Metropolitana, senza
contare quelle
amministrate specialmente alla Consolata e nella Basilica di Maria
Ausiliatrice, dove gli
altari furono sempre affollati. Indizio questo della buona disposizione a
fruire
dell'indulgenza plenaria accordata ai visitatori dalla bontà del S. Padre.
Vorremmo però
che questo risveglio di Fede suscitato dalla recente ostensione non avesse
ad
affievolirsi, epperò rinnoviamo il nostro invito già altre volte fatto di
una maggiore
frequenza di devoti alla S. Sindone specie nei venerdì di quaresima. Per
venerare
l'insigne Reliquia abbiamo visto sfilare dinanzi ad essa decine e decine di
migliaia di
pellegrini venuti non solo dal Piemonte ma da tutte le regioni d'Italia e
da molti paesi
esteri. Mai come in questa ostensione si sono visti gruppi tanto numerosi
di francesi,
spagnoli, tedeschi e inglesi: i più hanno atteso ad acquistare in Roma il
giubileo
dell'Anno Santo per poter insieme venerare la S. Sindone, la Reliquia più
insigne della
Passione di N.S. Sarebbe dunque ben doloroso che mentre gli altri ci
invidiano un tanto
tesoro, e affrontano i disagi di un lungo viaggio per poter venerare
l'immagine del
Salvatore, i Torinesi si mostrassero indifferenti solo perché la S. Sindone
non è più
esposta al nostro sguardo, ma custodita nel suo altare. Ricordiamo che, se
la Croce è
stato il mezzo per cui la Redenzione si è compiuta, il S. Lino, che Torino
ha la gloria
di possedere, sarà sempre per tutti sorgente di grazie celesti.
È pur mio dovere esprimere pubblicamente i miei
vivi ringraziamenti a
tutte le
Autorità che così efficacemente hanno cooperato alla felice riuscita di
questa
manifestazione religiosa; ai signori Membri del Comitato che non hanno
risparmiato alcuna
fatica perché anche nelle giornate di straordinario concorso tutto si
svolgesse nel più
perfetto ordine; e soprattutto a S. E. Mons. Pinardi, l'esperimentato
Presidente, che non
ebbe un momento di riposo, presente sempre dove era necessaria una mente
direttiva. Né
posso dimenticare i Rev. Parroci, che accogliendo il mio invito hanno
portato anche con
disagio personale le loro popolazioni ai piedi della S. Sindone, i Rev.
Sacerdoti
instancabili nello spiegare ai devoti pellegrini le particolarità della
figura del
Redentore e nell'invitarli a pie meditazioni, la Croce Rossa che prestò
un'inappuntabile
servizio di assistenza nel lungo periodo, le Guardie Municipali e i Reali
Carabinieri che
sentirono il peso di arginare la folla. A tutti, che in qualunque modo ci
diedero la loro
cooperazione, il Signore sia largo delle sue benedizioni.
......
Torino, 15 ottobre 1933 M. Card. FOSSATI, Arcivescovo
Dagli "Atti Arcivescovili",
pagg.258-260
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