Torino, 3 marzo 2000
COMUNICATO STAMPA
Questa mattina lArcivescovo di Torino e Custode della Sindone
mons. Severino Poletto ha compiuto una ricognizione sul Telo, conservato nel recinto del
Duomo di Torino. Insieme con l'Arcivescovo erano presenti studiosi di tutto il mondo
riuniti a Torino per il Simposio internazionale di studi. Lesame sul Lenzuolo ha
confermato le eccellenti condizioni di conservazione.
Mons. Poletto ha ringraziato gli studiosi e ha rivolto un invito a
proseguire le ricerche, "con umiltà e rispetto" e anche "con grande
serenità, abbandonando le polemiche con chi ha opinioni diverse dalle proprie".
Il Custode della Sindone ha proseguito la sua riflessione presentando
il suo atteggiamento di credente nei confronti del Telo che reca così evidenti le tracce
di una Passione e di una morte che richiamano direttamente quelle di Gesù Cristo così
come sono testimoniate dai Vangeli. "Io non posso affermare con certezza ha
detto mons. Poletto che questa sia limmagine di Gesù Cristo crocifisso e
risorto nel quale io credo profondamente; però, partendo da questa immagine, la mia fede
compie un percorso che mi rimanda al Cristo dei Vangeli; e dal Cristo ai fratelli".
Alla ricognizione hanno partecipato i 39 studiosi (20 stranieri e 19
italiani) impegnati nel Simposio, i cui lavori sono iniziati nel pomeriggio di giovedì a
Villa Gualino. Il Simposio, presieduto dai proff. Silvano
Scannerini e Piero Savarino dellUniversità di Torino, è dedicato a fare il punto
sullo stato degli studi sindonologici nelle varie discipline.
I lavori della prima sessione sono stati aperti, nel pomeriggio di
ieri, da mons. Giuseppe Ghiberti, vicepresidente della Commissione diocesana per
lostensione della Sindone. La prof. Mechthild Flury Lemberg, esperta di tessuti,
direttrice emerita del museo Abegg di Berna, che già da anni fa parte della Commissione
diocesana per la conservazione, ha tenuto la prima relazione sul tema "La struttura
del Lino". Secondo la studiosa il tessuto della Sindone è stato realizzato secondo
tecniche di manifattura conosciute già nel I secolo dopo Cristo, e con un tessuto di lino
particolarmente pregiato, probabilmente importato dallEgitto. La prof. Flury Lemberg
ha confrontato i risultati dellindagine sulla Sindone con quelli compiuti su un
tessuto analogo, del I secolo dopo Cristo, rivenuto a Masada. "Rimane lenigma
della formazione dellimmagine ha detto la prof. Flury Lemberg ma tutte
le indagini finora compiute ci confermano che non si può trattare né di un disegno né
di una pittura o di una stampa".
Anche il prof. Alan Adler (docente emerito di Chimica
nellUniversità del Connecticut) ha ricordato che, per quanto riguarda le indagini
sulle caratteristiche fisiche e chimiche, tutti gli elementi confermano che
limmagine sindonica non può essere stata in alcun modo "dipinta" e che ha
avvolto il corpo di un uomo. "Di quale uomo si tratti è materia che riguarda la fede
e non la scienza".
A confermare la tesi che non si tratta di un dipinto, il prof. Adler ha
ricordato che il livello di colorazione sul tessuto è uguale per tutte le fibre
analizzate (lesame è stato compiuto con un densitometro). Per quanto riguarda la
conservazione anche il prof. Adler, come già la dr. Flury Lemberg, ha sottolineato che il
problema di una corretta conservazione (ritardando al massimo il processo di ossidazione)
deve essere la preoccupazione fondamentale per chi si occupa della Sindone: infatti se il
tessuto, seguendo i normali processi di ossidazione, continua ad "invecchiare",
inevitabilmente limmagine "scomparirà".
La terza relazione è stata tenuta dal prof. Ron Jenkins sul tema
"Radiografia e fluorescenza ai raggi X della Sindone". Fino ad ora è stata
accertata la presenza di calcio e stronzio e di ferro nel sangue delle macchie sindoniche;
non sono stati rilevati pigmenti applicati (confermando una volta di più che non si
tratta di un dipinto), né la presenza di vermiglione. Lo studioso ha anche sottolineato
come strumenti più moderni quali la diffrazione a raggi X possano rilevare la presenza di
ossido di ferro ma non di sangue e come si possano individuare pieghe antiche studiando la
curva delle fibre.
Comitato per lOstensione
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