La Sindone rappresenta, da almeno un secolo,
una "sfida" affascinante alla scienza. Molte ricerche sono state compiute a
partire dalla prima fotografia scattata da Secondo Pia nel 1898; il volume di conoscenze
sul Telo si è enormemente accresciuto, anche se rimane il mistero sulla formazione
dellimmagine e molti dubbi si hanno circa la datazione del Telo stesso.
Il Simposio che si terrà a Villa Gualino, dal 2 al 5 marzo, si propone
di fare il punto sui risultati della ricerca scientifica e storica che ha portato allo
stato attuale di conoscenza. "Lo scopo osserva il prof. Silvano Scannerini,
presidente del Simposio è quello di determinare esattamente cosa noi conosciamo e
cosa non conosciamo sulla Sindone in termini strettamente scientifici. Non ci sono
posizioni da difendere e non intendiamo tormentarci, criticando o elogiando il passato.
Miriamo ad ottenere una fotografia completa degli studi attraverso le opinioni dei diversi
esperti qualificati".
Al Simposio, che si svolgerà a porte chiuse, saranno presenti i
maggiori esperti di Sindone delle varie discipline scientifiche. La forma del Simposio è
diversa da quella del Congresso internazionale in cui sono presenti molti relatori ed è
più difficile discutere con calma le tecniche e le metodologie: qui si tratteranno in
modo sistematico alcuni specifici argomenti, e si proporranno delle conclusioni.
Al di là delle ricerche scientifiche sulla Sindone limpegno
specifico della Custodia riguarda la conservazione del Telo stesso. In passato ed anche
ora numerosi scienziati sono stati coinvolti per studiare e verificare le soluzioni più
idonee alla conservazione della Sindone. Attualmente il Lenzuolo è conservato in
posizione distesa, piana e orizzontale allinterno di una teca coperta da vetro
antiproiettile, a tenuta stagna, protetta dalla luce, in condizioni climatiche costanti ed
immersa in un gas inerte.
STORIA DELLE RICERCHE
La storia della ricerca scientifica sulla Sindone ha inizio nel 1898
con la prima fotografia scattata da Secondo Pia che rivelò un risultato straordinario:
sul negativo fotografico le immagini risultavano positive, mentre sulloriginale e
sui positivi fotografici avevano carattere negativo. Da allora furono scattate molte
fotografie e compiuti studi sul tipo di tessuto, sulla presenza di sangue umano, sulle
"permanenze" sul Lino di vari tipi di tracce (pollini, cera, ecc.).
Nel 1977 gli studiosi statunitensi Eric Jumper e John Jackson, grazie
allelaborazione elettronica, hanno scoperto la caratteristica della
tridimensionalità dellUomo del Lenzuolo non presente in dipinti o fotografie. Un
anno dopo il torinese Giovanni Tamburelli ha ottenuto immagini tridimensionali ad alta
definizione che hanno reso evidenti particolari prima non visibili. Tra i dettagli si è
scoperta anche unimpronta circolare sulla palpebra destra dellUomo, dovuta
probabilmente ad una monetina che, in base alle iscrizioni leggibili, può essere
identificata con un "lepton" coniato da Ponzio Pilato nel 29 d.C. Nel 1978, dopo
lostensione, numerosi scienziati furono coinvolti in una serie di esami, coordinati
dagli assistenti del Custode.
Nel 1988 si prelevarono 3 campioni di tessuto per sottoporli
allesame della radiodatazione con il metodo del Carbonio 14; i risultati furono resi
noti il 13 ottobre di quellanno dal card. Anastasio Ballestrero, arcivescovo di
Torino e Custode della Sindone, e assegnarono alla Sindone una datazione medioevale. Ma il
metodo con cui furono condotti gli esami ha suscitato una quantità di polemiche e
perplessità, lasciando il problema aperto. In particolare negli ultimi anni alcune
ricerche sperimentali hanno riaperto il dibattito sulla datazione del tessuto sindonico e
sulle correzioni da apportare al metodo della radiodatazione.