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Comunicati Stampa
Torino, 15 ottobre 2000 Il maltempo ha fatto sentire i suoi effetti anche sull'ostensione della Sindone. L'interruzione di collegamenti stradali e ferroviari ha coinciso proprio con il giorno che aveva fatto registrare il maggior numero di prenotazioni per la visita al Telo. Erano attese circa 51.000 persone, ma molte sono state costrette a rinunciare. Per tutto il giorno sono giunte al centralino del Call Center chiamate di pellegrini che annunciavano la revoca o il rinvio della visita. Alcune comitive provenienti dalle zone più colpite del Piemonte, ma anche da Lombardia e Veneto, sono state costrette a complicati percorsi alternativi o addirittura a interrompere il pellegrinaggio a viaggio ormai iniziato. E' successo anche a molti giovani dell'Acr (Azione Cattolica Ragazzi) che si erano dati appuntamento a Torino da tutto il Piemonte e dalla Valle d'Aosta. Dovevano essere 1.500, ma sono riusciti a compiere il pellegrinaggio solo in 500. Viaggio regolare per i ragazzi di Cuneo, Alba e Saluzzo, mentre hanno dovuto rinunciare i gruppi di Aosta, Fossano, Alessandria, Acqui, Biella e Casale. L'interruzione del collegamento ferroviario con Milano ha bloccato a Vercelli 250 ragazzi. Solo una decina sono riusciti ad arrivare a Torino in auto. L’interruzione della tratta ferroviaria Modane-Torino ha invece fermato il gruppo della Valle di Susa. Rinunce e ritardi, uniti ad un black-out della linea elettrica, hanno costretto a modificare il programma delle visite, che viene normalmente ordinato in fasce orarie, rendendo problematico il conteggio dei passaggi. I dati sulle visite e sulle prenotazioni odierne sono quindi provvisori. I visitatori sono stati oggi circa 36.500. Dall'inizio dell'Ostensione si sono fermati davanti alla Sindone 891.823 pellegrini, cifra cui occorre aggiungere il numero di coloro che nello stesso periodo sono entrati in Duomo dalla porta centrale ed hanno potuto vedere la Sindone da lontano (circa 210.000 persone). Tra i pellegrini di oggi circa 500 consacrate della Federazione delle Suore di San Giuseppe che hanno celebrato davanti alla Sindone l’anniversario della fondazione della Congregazione avvenuta il 15 ottobre del 1650 a Le Puy-en-Velay (Francia) da parte del gesuita padre Pierre Médaille; mons. Csaba Ternyàk, Segretario della Congregazione per il Clero accompagnato da 7 sacerdoti che stanno perfezionando gli studi presso il Pontificio istituto ecclesiastico ungherese di Roma. La previsione per domani è di circa 11.000 persone. Alle 11 visiterà la Sindone mons. Flavio Roberto Carraro, vescovo di Verona. Le prenotazioni fino alle 16 di oggi sono in totale 1.028.664. Nella giornata odierna si sono aggiunte 2.821 prenotazioni.
Cardinal Cheli: la sua prima visita alla Sindone 70 anni fa Oggi ha sostato davanti al Telo il cardinal Giovanni Cheli, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. "La prima volta che ho visitato la Sindone – ha commentato al termine del pellegrinaggio – è stato quasi settant’anni fa: era il maggio del 1931, ero un bambino torinese di appena 12 anni. Da allora sono tornato anche per le successive ostensioni e ogni volta la Sindone mi suscita un’impressione maggiore. Per me è quasi un contatto fisico con la Passione di Gesù, mi offre una meditazione profonda sul sacrificio che è stato compiuto per noi".
MANIFESTAZIONI Il "Gesù" di Dreyer A distanza di 26 anni torna, dal 17 al 22 ottobre, al teatro Carignano di Torino, per l’Ostensione della Sindone, l’adattamento teatrale del Gesù di Carl Theodor Dreyer. Lo spettacolo apriva infatti nel 1974 la stagione dello Stabile di Torino e anche allora il ruolo del protagonista era affidato a Franco Branciaroli. Non si tratta di un’opera concepita per il teatro, ma del copione di un film, mai realizzato, cui Dreyer dedicò gran parte della sua esistenza. Lo spettacolo, realizzato dal Teatro degli Incamminati, in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino, coinvolge, oltre al protagonista e regista Franco Branciaroli, 30 attori e un centinaio di comparse; la scenografia è di Marco Capuana. Il costo del biglietto è di 30.000 lire (20.000 i ridotti).
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