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Comunicati Stampa
Torino,4 ottobre 2000 Oggi sono passati davanti alla Sindone 8.512 pellegrini. Dall'inizio dell'Ostensione si sono fermate davanti al Telo 616.077 persone, cifra cui occorre aggiungere il numero di coloro che nello stesso periodo sono entrati in Duomo dalla porta centrale ed hanno potuto vedere la Sindone da lontano (circa 158.000 persone). Come ogni mercoledì, il pomeriggio di oggi è stato riservato alle visite dei disabili. Sono stati 580, fra malati e accompagnatori, i pellegrini che dalle 14 alle 18 hanno compiuto la visita seguendo il percorso normale. Fra di loro anche alcuni non vedenti, che si sono commossi davanti al plastico di dimensioni naturali che consente di "vedere" la Sindone con il tatto. La mattinata è invece stata caratterizzata dalla visita di numerose scolaresche, fra cui una elementare di borgo San Paolo con ben 240 alunni. La previsione per domani è di circa 13.000 pellegrini. Le prenotazioni fino alle 16 di oggi sono in totale 939.157.
Nella giornata odierna se ne sono aggiunte 11.757. Oltre 13.000 visitatori al museo della Sindone Per la prima volta in questa Ostensione anche un cane ha fatto il suo ingresso nel museo della Sindone accompagnando un non vedente. Nel pomeriggio di oggi, dopo aver compiuto il pellegrinaggio alla Sindone con il proprio cane guida, un cieco ha voluto infatti recarsi al museo allestito nella cripta della Chiesa del Santo Sudario (via San Domenico 28). Anche qui, come per il percorso sindonico, si è cercato di agevolare la visita a quanti non possono vedere: un’audioguida in 4 lingue permette di conoscere la storia del Telo e la struttura del museo, un testo in braille spiega il materiale esposto e un volto in rilievo consente di "riconoscere" al tatto i tratti somatici dell’uomo della Sindone. Cresce complessivamente l’interesse dei pellegrini dell’Ostensione per il museo della Sindone: nell’ultimo fine settimana i visitatori sono stati oltre 1.500 e per il prossimo se ne sono già prenotati 1.300 e normalmente si aggiungono circa un terzo di visitatori senza prenotazione. Dall’inizio dell’Ostensione circa 13.000 persone hanno ammirato, tra il materiale esposto, la statua in terracotta realizzata nel 1998 dallo scultore bolognese Luigi Mattei che riproduce in grandezza naturale l’impronta anteriore dell’Uomo della Sindone. E ancora: la preziosa cassetta in legno rivestita d’argento e pietre che dalla fine del XVI secolo al ’98 ha contenuto la Sindone e la macchina fotografica con la quale Secondo Pia fotografò il Telo nel 1898. Se ad agosto erano in prevalenza turisti stranieri (il 70%) oggi sono in maggioranza grandi gruppi legati alle diocesi in pellegrinaggio. Anche al museo sono impegnati i volontari della Sindone: 180, che si alternano ogni giorno in 4 turni da 15 persone ciascuno. Tra i "compiti" dei volontari, oltre alla distribuzione delle audioguide, alla sorveglianza, alla biglietteria, la vendita al book shop del museo dove dall’inizio dell’Ostensione sono già state vendute oltre 2.000 riproduzioni del Telo sindonico. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20; l’ingresso costa 10.000 lire.
MANIFESTAZIONI IN PROGRAMMA Rassegna cinematografica: il Gesù di Zeffirelli Continua "Gesù nel cinema – confronti con la Sindone": rassegna di film organizzata dal Comitato per l’Ostensione presso l’Archivio di Stato (piazza Mollino). Domani e venerdì sarà proposto, in due parti, il "Gesù di Narareth" di Franco Zeffirelli del 1977. Le proiezioni si svolgono in orario pomeridiano, con inizio alle 16,30. L’ingresso è libero. Musica sacra L’Accademia dei Solinghi si misura con un ampio programma, che spazia da Vivaldi a Giay, nel concerto annunciato per giovedì 5 ottobre alle 21 nella chiesa dell’Annunziata, in via Po 45. Saranno eseguite: la Sinfonia ‘Al Santo sepolcro’, di Vivaldi; il Recitativo e duetto tra l’anima e Gesù Cristo di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori; l’Adoramus Te Christe (canto solo per il giorno della Santa Sindone) di Giay per finire con il brano di Albicastro intitolato Coelesti angelici chori. L’Accademia dei Solinghi è diretta da Rita Peiretti che suona anche l’organo; cantano Roberta Giua, soprano e Leonardo De Lisi, tenore.
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