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Comunicati Stampa Torino, 11 settembre 2000 Oggi davanti alla Sindone sono passati 7.188 pellegrini. Dall'inizio dell'Ostensione si sono fermati davanti al Telo 285.587 persone, cifra cui occorre aggiungere il numero di coloro che nello stesso periodo sono entrati in Duomo dalla porta centrale ed hanno potuto vedere la Sindone da lontano (circa 82.000 persone). La previsione per domani è di circa 7.000 pellegrini. Alle 7 concelebreranno la messa in Duomo mons. Giuseppe Bernardini, arcivescovo di Smirne e padre Alfonso Sammut, parroco della stessa diocesi. Le prenotazioni fino alle 16 di oggi sono in totale 683.182. Nella giornata odierna si sono aggiunte 13.482 prenotazioni. Mons. Foley e mons. Bernardini «E’ stata la prima volta che ho visitato la Sindone e sono rimasto estremamente commosso davanti al Telo che è un "manifesto" della Passione del Signore»; queste sono le parole di mons. John Patrick Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali che stamattina è passato davanti al Telo. Nella mattinata ha compiuto la visita anche mons. Giuseppe Bernardini, vescovo di Smirne, anche lui in visita per la prima volta. «E’ stata un’emozione più forte di quanto credessi - ha commentato - vedere la Sindone significa capire quanto è costata al Signore l’opera di redenzione e quanto è grande l’amore del Padre e del Figlio».
MANIFESTAZIONI IN PROGRAMMA La Sindone ed il suo mistero - incontro Domani alle 21, al Circolo della Stampa (corso Stati Uniti 27) si tiene un dibattito pubblico sul tema «La Sindone ed il suo mistero» in occasione dell'uscita dell'ultimo volme sul Telo di Pier Giuseppe Accornero dal titolo «La Sindone, storia, mistero ed attualità» (Paoline Editoriale Libri). Intervengono, oltre all'autore del libro, la giornalista scientifica Ida Molinari, il presidente del Centro Internazionale di Sindonologia, Bruno Barberis, il condirettore de La Stampa, Gianni Riotta. Musica sacra Canto e organo. L’Ensemble Vocale Daltrocanto darà concerto mercoledì 13 alle 17 nella chiesa dei Santi Martiri, in via Garibaldi 25 a Torino. La prima parte del programma è dedicata a Desprès (Déploration sur la mort d’Ockeghem e lo Stabat Mater a cinque voci). Seguirà la Missa”Nigra Sum” di Palestrina. L’Ensemble è diretto da Dario Tabbia con Maurizio Fornero all’organo. Ingresso libero.
COMMISSIONE MIGRANTES DEL PIEMONTE Prendendo spunto dall'Ostensione della Sindone in corso, la Commissione Migrantes della Conferenza Episcopale Piemontese (Cep) ha compiuto una riflessione sull'attuale fenomeno migratorio, lanciando un appello «alle Amministrazioni pubbliche, agli uomini di buona volontà ed alla Comunità cristiana in particolare». Riportiamo il testo integrale, firmato da mons. Diego Bona, vescovo di Saluzzo e delegato Cep per le migrazioni.
L'ostensione della Sindone nell'anno giubilare ci invita a fissare gli occhi sul volto sofferente del crocifisso. Venerando quella sconvolgente immagine vediamo riflessi i volti dei bambini curdi stipati nelle stive, dei morti annegati per la ferocia degli scafisti, dei disperati che cercano una qualche luce e speranza. I titoli dei mass-media quasi ogni giorno riportano notizie di sbarchi sulle coste pugliesi e calabre, e di infiltrazioni dalle frontiere orientali. Essi alimentano la preoccupazione e influenzano emotivamente l'opinione pubblica, fino a suscitare reazioni scomposte, quasi un clima di psicosi da invasione. Il problema è reale e serio, d'ampia portata e di non facile soluzione, ma è pericoloso procedere per valutazioni sommarie e generalizzazioni non ragionevoli, tanto più se usate in clima pre elettorale, giocando la carta dei propri interessi sulla pelle dei poveri e dei senza diritti. C'è prima di tutto la dimensione umana della questione: il guardare in volto questi uomini, donne e bambini, volti smarriti, spauriti, spesso disperati, non dimenticando che hanno la stessa dignità dei cittadini del nostro paese, una dignità fondata sulla paternità universale di Dio creatore e sulla Dichiarazione dei diritti umani. Ma occorre anche leggere più a fondo il fenomeno migratorio che investe i paesi d'Europa ed il nostro in particolare, non solo nella sua storia che ne spiega le ragioni e motivazioni, ma soprattutto nella sua attuale complessità. Una seria e responsabile riflessione sul fenomeno porta a distinguere le varie componenti dell'immigrazione: quelle del lavoro, della criminalità e del diritto d'asilo. Se la severità della legge ed il rigore delle norme valgono tassativamente per la criminalità, stroncando connivenze ovunque si annidino, la ricerca di lavoro andrà letta realisticamente anche in presenza di costante richiesta di mano d'opera in diverse zone d'Italia, riconsiderando la necessaria normativa per renderla praticabile e lungimirante. Del tutto irresponsabile appare poi il rifiuto per i disperati che approdano alla nostra terra provenendo da situazione dove la vita è diventato impossibile a causa della negazione dei diritti umani fondamentali, nel nostro caso dei curdi, anche perché siamo vincolati da norme internazionali e dalla nostra Costituzione (art. 10,3) all'accoglienza, che di fatto, è solo provvisoria, diretti come sono verso altri paesi nordeuropei. La commissione Migrantes della Regione Piemonte, incaricata dai vescovi per seguire il grave problema dell'immigrazione, chiede alle Amministrazioni pubbliche, agli uomini di buona volontà ed alla Comunità cristiana in particolare, di leggere il momento attuale con visione responsabile e serena, trattandosi non di cose, ma di persone. Esistono certamente problemi di ordine pubblico, ma non si può ridurre il fenomeno immigratorio a questa dimensione. Occorre tenere conto della sua radice, che resta sempre lo squilibrio economico mondiale, frutto di un'ingiusta distribuzione delle risorse.
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