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Comunicati Stampa
Torino, 6 settembre 2000 Oggi sono passati davanti alla Sindone 7.000 pellegrini. Dall'inizio dell'Ostensione ad oggi si sono fermate davanti al Telo 219.975 persone, cifra cui occorre aggiungere il numero di coloro che nello stesso periodo sono entrati in Duomo dalla porta centrale ed hanno potuto vedere la Sindone da lontano (circa 64.000 persone).
Tra i pellegrini di oggi, dalle 14 alle 18, sono passati circa 450 disabili ed ammalati, accompagnati dai volontari dell'associazione Santa Maria, dell'Oftal e dell'Unitalsi.
In mattinata hanno visitato la Sindone 50 alpini del IX reggimento dell'Abruzzo, accompagnati dal cappellano militare del Comando Regione Militare "Abruzzo", can. Luigi Casolini; rientrati da pochi giorni da una missione in Kossovo, gli alpini sono stati ospitati nella caserma torinese "Montegrappa" e dopo la visita hanno suonato la tromba in piazza Castello.
Sempre in mattinata, un gruppo di 9 monaci trappisti dell'abbazia cirstercense Notre Dame de Tamié, (Alta Savoia, Francia), ha lasciato la clausura per venire in pellegrinaggio alla Sindone. I monaci hanno compiuto il pellegrinaggio prima dell'ora di pranzo: "Davanti alla Sindone - ha raccontato padre Raffaele, unico italiano del gruppo - abbiamo provato una grande emozione, ed è stato importante per noi vivere questo incontro che ci ricorda la vicinanza di Dio all'uomo sofferente, nel silenzio e nella calma". La previsione per domani è di 6.468 persone; tra gli stranieri 160 polacchi, 53 australiani, 40 dalle Isole Figi. Le prenotazioni fino alle 16 di oggi sono in totale 628.097. Nella giornata odierna si sono aggiunte 13.963 prenotazioni.
Mons. Poletto celebra la messa del primo anniversario Oggi alle 21 in Duomo, in occasione del primo anniversario di ministero episcopale a Torino, mons. Severino Poletto presiede davanti alla Sindone la concelebrazione eucaristica con i sacerdoti e i fedeli della diocesi. Mons. Poletto è stato in precedenza vescovo di Fossano (1980 - 1993) e poi di Asti (1993 - 1999). Nato nel 1933 a Salgareda (Treviso), ha compiuto gli studi ed è stato ordinato sacerdote (1957) nella diocesi di Casale Monferrato.
IL CARDINALE POGGI IN VISITA ALLA SINDONE Alle 11 di questa mattina ha compiuto il pellegrinaggio alla Sindone il card. Luigi Poggi, archivista e bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa, giunto da Roma con padre Sisto Caccia, superiore della Casa Madre degli Scalabriniani, e con 2 suore della Provincia romena dell'Istituto della Beata Vergine Maria. Il cardinale era già stato in visita alla Sindone durante l'Ostensione del '78 ed è voluto tornare "per sperimentare nuovamente la profonda emozione che il Telo suscita". "Non sono uno scienziato - ha commentato - e quindi non ho le competenze per affermare l'autenticità del Telo però per me rappresenta davvero il 'Vangelo vivente' e trovo molto interessanti soprattutto gli studi botanici che sono stati condotti sulla Sindone: ulteriori prove della sua provenienza dai luoghi dove Gesù è vissuto". Il cardinale Luigi Poggi è nato a Piacenza il 25 novembre 1917, fa parte del Collegio cardinalizio dal 1994; per 13 anni è stato nunzio apostolico in Italia con incarichi speciali per la Polonia, l'Ungheria, la Cecoslovacchia e la Bulgaria.
IL MINISTRO LIVIA TURCO TRA I PELLEGRINI Verso le 16 di oggi una delegazione di 35 persone con il ministro alla Solidarietà Sociale Livia Turco e gli assessori regionali alle Politiche Sociali Giustino Di Marcantonio (Abruzzo), Anna Formisano (Lazio), Nucci Novi Ceppellini (Liguria). Marcello Secchiaroli (Marche), Angelo Passaleva (Toscana), Mario Magnani (Trento), Antonio De Poli (Veneto) e Mariangela Cotto (Piemonte), organizzatrice della visita, ha compiuto il percorso dei pellegrini e si è fermata davanti alla Sindone. Al termine della visita Livia Turco ha rivelato di aver provato "una grande commozione a vedere così da vicino il volto di Cristo". "L'anno del Giubileo - ha proseguito il ministro - mi ha sollecitato ad un appuntamento a cui sentivo di non dover mancare e che richiede il massimo di raccoglimento e preghiera. Sentivo il bisogno - ha concluso Livia Turco - di celebrare anch'io il Giubileo, perché esso parla sia ai credenti che ai laici, in quanto richiama al valore profondo delle cose; da piemontese ho voluto celebrarlo davanti alla Sindone".
Comitato per l'Ostensione solenne della Sindone e per l'anno giubilare |