Verso l'Ostensione in Duomo: così ci stiamo preparando
Don Giuseppe Ghiberti, vicepresidente della Commissione diocesana per
l'ostensione della Sindone è, ormai da molti mesi, la persona che
più di ogni altro «porta il carico» della preparazione dell'ostensione
stessa, sui molteplici «fronti» dell'organizzazione pratica, della
preparazione pastorale, delle questioni scientifiche e culturali.
A sei mesi dall'ostensione «Telesubalpina» e «La voce del popolo» lo hanno
intervistato per un aggiornamento a tutto campo sui problemi aperti, e sugli
obiettivi da raggiungere.
| | L'Ostensione del 1978 |
Siamo a 6 mesi circa dall'ostensione della Sindone che inizierà il
18 aprile: a che punto è il cammino di preparazione per l'ostensione?
Dobbiamo lavorare su più fronti: c'è un campo che è
esclusivo della attività diocesana perché risponde più
direttamente all'obiettivo per cui il Santo Padre e il Custode pontificio hanno
indetto questa ostensione, cioè il campo pastorale, spirituale e
liturgico. Questo è avviato e va per conto proprio, senza esigere una
eccessiva programmazione di tipo organizzativo, anche se naturalmente questa non manca. Si insiste però di più sul cammino di natura spirituale, pastorale.
Ci sono delle novità in questo campo? Ci sono dei passi che sono stati fatti, dei passi da fare ancora?
I passi da fare riguardano la sistemazione della accoglienza in Duomo dei pellegrini in modo che possano con ordine e soprattutto con raccoglimento e con una buona preparazione arrivare davanti alla Sindone. Questo però ci porta quasi immediatamente al secondo campo di programmazione o ambito di impegni che sosteniamo in comune con gli Enti pubblici. Un primo esempio è quello della prelettura, cioè del percorso di preparazione alla visione della Sindone. è un ambito che comprende tutto ciò che si fa nel tragitto di avvicinamento dei pellegrini al Duomo. Occorre che, prima ancora di entrare in Cattedrale, ci sia una buona protezione esterna contro eventuali difficoltà atmosferiche e nello stesso tempo si dia la possibilità di sfruttare un programma che prepari il pellegrino a ciò che deve andare a vedere: è la «prelettura».
Allora l'ostensione si farà in Duomo?
L'ostensione della Sindone si farà in Duomo. È stato ripetuto adesso anche dalle autorità civili (cfr. «La voce del popolo» del 2 novembre), che hanno la responsabilità di dichiarare la agibilità del Duomo. è vero che la parola definitiva in questo senso forse arriverà soltanto fra qualche settimana, ma ci è stato detto che la speranza è molto buona, praticamente coincide con una certezza.
C'è la difficoltà che il Duomo di Torino è corto e piccolo, perché è stato costruito 500 anni fa per una popolazione di circa 5 mila abitanti; e questo Duomo che è già piccolo ci viene adesso assicurato per un uso che non coincide con la lunghezza attuale (fino all'altezza dell'antico altar maggiore), bensì soltanto fino al transetto cioè al luogo dove incomincia l'innalzamento dell'attuale presbiterio...
Le prenotazioni
Questo ci porta ad un altro problema che è quello delle prenotazioni. Si dice che bisogna prenotarsi per venire a vedere la Sindone, cosa vuol dire questo?
| | L'Ostensione del 1978: il Duomo visto dall'alto |
È una cosa importantissima, sulla quale è necessario insistere. Coloro che hanno intenzione di venire a visitare il telo sindonico abbiano la bontà di individuare il tempo in cui vorranno fare questa visita e poi usare le possibilità che l'organizzazione mette già a disposizione, in particolare il numero verde e prenotare il giorno, dando anche l'indicazione dell'ora.
Nella misura in cui la cosa è possibile, la prenotazione viene fatta immediatamente da parte di coloro che sono preposti a questo servizio.
Questo lavoro ha due obiettivi:
1) fare risparmiare tempo e soprattutto evitare il grave inconveniente delle lunghe code che nel 1978 hanno stancato tanta gente;
2) di sveltire un po' i problemi del traffico, perché si prevede che, con un sistema di prenotazione efficace, la concentrazione di persone attorno al Duomo e nelle immediate vicinanze sarà un pochino ridotta.
Altri aspetti della preparazione?
Vorrei tornare al discorso pastorale e spirituale a cui accennavo prima. La diocesi e il Vescovo di Torino che cosa offrono alla Chiesa e a tutti i pellegrini che verranno, come preparazione spirituale e pastorale a questo avvenimento?
Il nostro Arcivescovo ha promesso di offrire una lettera pastorale per precisare sia i capisaldi di una pietà e di una pastorale sindonica sia anche gli obiettivi che vuole raggiungere questa nostra Chiesa con il servizio del pellegrinaggio e della accoglienza dei pellegrini. Tutto il movimento preparatorio cerca di insistere su questa tematica.
In diocesi già da alcuni anni è partita una operazione che si chiama «La settimana con la Sindone». Si tratta di questo: viene portata in una parrocchia o in un istituto una riproduzione in scala 1:1 della Sindone perché si possa maggiormente prendere contatto con questa realtà, con la sua storia, con i suoi problemi e soprattutto con la sua spiritualità. Da questa «presa di conoscenza» si cerca di allargare il discorso agli interessati di qualsiasi categoria e provenienza per stimolare il loro interessamento, la loro conoscenza e anche il loro impegno di preghiera, se sono credenti, il loro impegno di solidarietà nei confronti del fratello che porta in sé le stesse sofferenze che ha sopportato Gesù e che ci sono richiamate dal lenzuolo sindonico.
Gli Enti pubblici
Ancora una volta dal sacro al profano: la collaborazione con gli Enti pubblici. è stato costituito un Comitato: cos'è e qual è il ruolo della Chiesa torinese in questo ambito?
Parlavo all'inizio di tre campi di azione, uno che è esclusivo della diocesi, uno che è esclusivo degli Enti pubblici per l'ordine esterno e che evidentemente non è di competenza nostra. E poi c'è un campo misto: ho fatto cenno a uno dei problemi che affrontiamo insieme, quello della prelettura. Un altro servizio di interesse comune è quello delle prenotazioni.C'è poi il servizio della accoglienza che comprende parecchie cose: si può (e si deve!) prenotare la visita alla Sindone, si possono prenotare altri servizi religiosi in altre chiese, perché il Duomo praticamente serve soltanto per il passaggio davanti alla Sindone. Inoltre la prenotazione può riguardare anche luoghi di ristoro e in particolare la sistemazione alberghiera.
Evidentemente questo è un complesso di servizi che riguarda la diocesi soltanto indirettamente, e ciononostante essa vi è pure coinvolta. Si verifica allora una collaborazione assai utile con gli Enti pubblici, per cercare di realizzare insieme questi servizi.
In questi giorni c'è stata una dichiarazione del vicario generale della diocesi di Torino a proposito del come si parla della Sindone, del cosa dire a proposito della Sindone. Qual è il senso di questa dichiarazione?
Si vuole offrire alle parrocchie, agli istituti, agli enti interessati un orientamento a riguardo delle persone che si presentano, che si autocandidano per una cosiddetta propaganda o formazione o aggiornamento sindonico. Purtroppo le notizie che arrivano da parti diverse non sono sempre rassicuranti. Certo, per un verso la nostra organizzazione trova difficoltà a rispondere alle molte richieste che ci vengono fatte, e desideriamo che siano tanti a interessarsene. Perciò accogliamo molto volentieri persone che avendo fatto i corsi necessari si offrono per questa forma di diffusione della conoscenza esatta della Sindone e della pietà sindonica.
Dall'altra parte sappiamo che ci sono o entusiasti non molto equilibrati oppure addirittura persone che perseguono scopi non tanto raccomandabili, qualche volta hanno anche la poco buona idea di chiedere soldi, indennizzi e per tutti questi motivi il vicario generale ha emanato quella dichiarazione. è un «servizio all'utenza» diremmo, cioè alle parrocchie o agli istituti affinché sappiano dove rivolgersi per avere una garanzia.
A coloro che si offrono per un intervento su temi sindonici le parrocchie e gli istituti devono chiedere una dichiarazione di idoneità che verrà rilasciata dalla Commissione diocesana per l'ostensione della Sindone. è una misura prudenziale abbastanza comprensibile.
Le «nuove scoperte»
E ora, le cosiddette nuove scoperte, che sono state pubblicizzate in questi giorni dai giornali e dai mezzi di comunicazione sociale.
Io di nuove scoperte ho molta difficoltà a parlare anche perché non so esattamente in che cosa possano consistere, non essendoci stati nuovi esami. Gli ultimi esami sono quelli del 1988 riguardanti la prova della datazione con il Carbonio 14. Poi lo studio è continuato con una riflessione a riguardo delle modalità e delle condizioni con cui questi esami sono stati fatti. Si veda la linea «Kuznetzov», cioè quegli studi che sono stati operati in ambito russo, ma con collaborazione internazionale, circa le conseguenze che possono avere avuto nei confronti del telo sindonico gli incidenti che esso ha subito lungo la storia, in particolare il grande incendio del 1532. Oltre a questo tipo di lavoro altre analisi dirette sulla Sindone, che io sappia, non sono state fatte.
è vero che in ambito americano si è parlato di esami eseguiti su materiale che è stato consegnato dall'Italia. A proposito di questo materiale il cardinale Saldarini, Custode della Santa Sindone, ha dichiarato che nessuno può avere la sicurezza che sia materiale autentico, cioè materiale veramente sindonico. Se lo è, è passato per strade non giuste, ma è anche impossibile dirlo, proprio perché nessuno ha potuto garantire la continuità dal telo sindonico al tavolo di questi analisti.
E per il resto non è capitato niente. C'è stato l'annuncio della scoperta della seconda moneta sull'occhio dell'Uomo sindonico qualche mese fa. Quello è il risultato di un'analisi informatica sulla fotografia e dunque è indipendente da un contatto diretto con la Sindone.
Altro non mi consta che ci sia. Quindi io diffiderei seriamente del battage che può essere fatto intorno a dichiarazioni che non hanno fondamento.
Si parla di una scritta sulla Sindone «Gesù Nazareno...»
Questa scritta ha avuto una lunga storia (antecedente all'ultima ostensione) e anche parecchie interpretazioni. Io sinceramente non riesco a vederla anche se alcuni segni sul telo sindonico e in particolare sul volto della persona che si vede raffigurata sulla Sindone e che ha tutte le caratteristiche della sofferenza di Gesù descritta nei Vangeli, qualche segno di questo genere c'è.Ma come interpretarlo? Come presenza di lettere? C'è il pericolo di lasciar lavorare un po' troppo la fantasia. Comunque sia, se ci fossero è difficile dire a quando si riferiscono, a quale intervento siano dovute: sono dell'epoca in cui questa persona è stata deposta in questo telo oppure sono di epoca posteriore? Sono dovuti a residui della crocifissione oppure sono opera di una mano pietosa che in seguito può avere in qualche modo causato questa impressione di segni? C'è una quantità di insicurezze: se i segni ci sono, quando sono stati fatti, che cosa significhino....
Ci sarà uno sviluppo futuro di queste ricerche, ci sono dei materiali, ci sono delle novità in questo campo, delle novità a venire?
Certamente la ricerca sarà ripresa, ma credo di poter dire con altrettanta certezza, che non avverrà prima del 2000. Proprio perché adesso si stanno concentrando gli sforzi su altri obiettivi, il primo dei quali è quello della conservazione. Inoltre, in questo periodo tutto è molto più difficile, a causa dei lavori, pure assolutamente necessari, che contemporaneamente vengono fatti nella nostra Cattedrale. Questo duplice impegno fa sì che per il resto il Custode pontificio abbia deciso che fino al 2000, fino alla conclusione della «stagione delle ostensioni», il telo riposi così come è, perché è già sottoposto a tanti stress (lo spostamento, il nuovo adattamento, cioè la conservazione distesa invece che arrotolata...).
Una volta che si sia arrivati ad un possesso pacifico di tutte queste nuove condizioni, le autorità competenti riparleranno di una ripresa dei programmi di ricerca.
a cura di Daniele D'ARIA
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