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Il progetto di conservazione
Lo scorso 10 giugno, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato oltre al card. Saldarini e ai rappresentanti degli Enti pubblici anche la professoressa Mechthild Flury-Lemberg, conservatrice del Museo storico di Berna
e in particolare della Fondazione Abegg dedicata allo studio e alla conservazione dei tessuti antichi e il prof. Alan D. Adler, professore di chimica all'Università del Connecticut (USA) e membro dello Sturp (Shroud of Turin Reserche Projet), è stato presentato il progetto di conservazione della sindone in occasione della prossima Ostensione e per il periodo successivo.
La teca in cui verrà conservata la sindone è stata offerta dall'Italgas.
Qui di seguito riportiamo gli interventi del professor Piero Savarino, docente di Chimica organica all'Università di Torino e consulente scientifico del Custode Pontificio e dell'ing. Piero Mallardi, presidente dell'Italgas.
| | ...la teca prima dell'incendio dell'11 aprile 1997 |
Da lungo tempo gli esperti nel settore scientifico, che hanno mostrato interesse e attenzione verso la Sindone, hanno evidenziato timori e preoccupazione in relazione al suo stato di conservazione.
Sulla base delle sollecitazioni pervenute alla Proprietà, a partire dall'autunno del l99l sono iniziati i lavori per formare una qualificata commissione internazionale composta da esperti in diverse discipline.
Si è pensato di proporre una commissione formata da esperti nei settori della conservazione dei beni culturali propriamente detti e di affiancare a questi degli esperti nei settori più propriamente delle scienze sperimentali chimico-fisiche, biologiche e medicolegali che avessero acquisito conoscenza delle problematiche sindonologiche.
La prima scelta risulta strettamente connessa con la normale problematica proposta dalla conservazione di un antico tessuto di lino.
La presenza di esperti del secondo settore è, da un lato, garanzia ed aiuto per la soluzione dei problemi di base comuni a tutte le operazioni di conservazione e, dall'altro, risulta essere indispensabile relativamente alla complessa e poco nota natura dell'immagine sindonica.
Infatti è di primario interesse la conservazione dell'immagine sindonica, del materiale ematico e di tutto il sistema.
Nel settembre 1992 la commissione poté esaminare la Sindone e stese un primo rapporto sullo stato del telo.
I lavori della commissione sono proseguiti e, dopo ulteriori riunioni e aggiornamenti, sono sfociati nel febbraio 1996 in una relazione contenente le linee guida per una più sicura metodica di conservazione.
A commento dei laboriosi scambi di opinioni e di informazioni intercorsi nell'ambito dello svolgimento dei lavori, è doveroso sottolineare il cordiale e proficuo clima di collaborazione e di rispetto instauratosi tra i partecipanti che, con la competenza che li contraddistingue e viene loro riconosciuta a livello internazionale, ha consentito la messa a punto di un progetto scientificamente importante.
La relazione, sottoscritta da tutti i partecipanti all'ultima sessione di lavori, è stata sottoposta all'attenzione di S. Em. il Cardinale Saldarini.
Sua Eminenza ha provveduto a presentare la relazione all'autorità Vaticana che ha autorizzato la prosecuzione dell'attività volta ad un più sicuro metodo di conservazione.
Le conclusioni essenziali contenute in tale relazione sono le seguenti:
- la Sindone dovrà essere conservata in posizione distesa, piana e orizzontale
- la Sindone dovrà essere conservata in una teca di vetro antiproiettile, a tenuta stagna, in assenza di aria e in presenza di un gas inerte.
La teca dovrà essere protetta dalla luce e mantenuta in condizioni climatiche costanti
- la teca dovrà essere utilizzata anche durante le ostensioni pubbliche, allo scopo di evitare ogni manipolazione della Sindone
Tali condizioni impongono ovviamente una modalità di conservazione radicalmente diversa da quella attuale (arrotolamento su di un cilindro) e soprattutto la necessità di costruire una teca di dimensioni ben maggiori (la Sindone è un rettangolo che misura circa metri 4,36 x 1,10).
A questo scopo è stata quindi successivamente avviata la seconda fase dell'operazione, durante la quale, partendo dai punti fermi elencati sopra, ci si è proposto di:
- progettare e realizzare la teca che conterrà la Sindone e la relative apparecchiature di controllo
- individuare il luogo più adatto per la conservazione della Sindone in ottemperanza alle condizioni indicate dalla commissione
Notizie più particolareggiate sulle proposte della commissione e in generale sulla problematica connessa, sono desumibili dagli interventi dei membri della commissione presenti.
Si deve per ultimo doverosamente sottolineare la disponibilità dei membri della commissione nei dolorosi eventi che hanno danneggiato la cappella guariniana a partecipare ad un controllo sullo stato della Sindone e a fornire nel contempo importanti suggerimenti per la preparazione della prossima Ostensione del 1998.
Prof.Piero SAVARINO Docente di Chimica organica industriale e Consulente scientifico del Custode della Sindone
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