Homepage


Interventi del magistero



Paolo VI, dinanzi alla Sindone ha detto: "Guardando a questa immagine so che crescerà in me, come in tutti i miei fratelli credenti, il fascino misterioso di Lui e risuonerà nei nostri cuori il monito evangelico della sua voce, la quale ci invita a cercarlo poi là dove Egli ancora si nasconde e si lascia scoprire, amare e servire in umana figura" (23.11.1973).
E nel messaggio per l'ostensione del 1978, nel quarto centenario del suo trasferimento a Torino, presenta la Sindone come una "sublime icona della Passione": "È lo stesso Uomo dei dolori che oggi come allora viene riproposto alla fede cristiana".

Il Card. Anastasio Ballestrero, il 13 ottobre 1988, presentando i risultati del Carbonio 14, ha detto: "Nel rimettere alla scienza la valutazione di questi risultati, la Chiesa ribadisce il suo rispetto e la sua venerazione per questa veneranda icona di Cristo che rimane oggetto del culto dei fedeli, in coerenza con l'atteggiamento da sempre espresso nei riguardi della S. Sindone, nella quale il valore dell'immagine è prevalente rispetto all'eventuale valore di reperto storico - atteggiamento che fa cadere le gratuite illazioni di carattere teologico avanzate nell'ambito di una ricerca che era stata prospettata unicamente e rigorosamente scientifica".
Anche in altre occasioni, il Cardinale, allora Custode della Sindone, ribadì che la Chiesa "non ha accettato a occhi chiusi i risultati. La Chiesa ha creduto - anche per liberarsi da un'accusa di paura e di slealtà - di dare udienza alla scienza. La scienza ha parlato, adesso la scienza giudicherà sui risultati. Nessuno mi ha fatto dire che io accetto questi risultati". E sulla rivista ufficiale del Centro Internazionale di Sindonologia ha scritto: "La Sindone era e resta "icona" di Cristo, concessa da Dio alla sua Chiesa... In secoli di fede ininterrotta, guidate dallo Spirito, intere generazioni cristiane hanno intuìto che la Sindone è immagine che rende presente l'amore del nostro Salvatore, che si offre per la nostra salvezza fino alla distruzione di sé, senza limiti e senza calcoli" (Sindon, n. 1 nuova serie, giugno 1989, p 5).

Il Card. Giovanni Saldarini, attuale Custode della Sindone, ha detto: "Due fatti sono incontrovertibili nei riguardi della Sindone".
Il primo: su "questo Lenzuolo, ed è unico, è impressa la figura di un uomo crocifisso, con impronte di sofferenza e di piaghe che, in ogni particolare, corrispondono alla descrizione della morte di Gesù secondo i Vangeli".
Secondo fatto: dal punto di vista scientifico la Sindone costituisce un caso a tutt'oggi inspiegato. Si può, a ben diritto, chiamarlo "un prodigio storico", nonostante il grande patrimonio di ricerca, anche se finora non ancora interdisciplinare (come è invece auspicabile). Lo stesso esame al radiocarbonio, con tutti i suoi limiti, e sono tanti, non ha fatto che aumentare le domande, che una vera scienza non può eludere, accettando di riesaminare ogni procedimento d'indagine e ogni risultato. Peraltro, va ripetuto con chiarezza che la sede non si fonda sulla autenticità della Sindone e mai essa è stata citata come prova della verità del cristianesimo. Per questo il credente è del tutto libero e sereno nella ricerca, mentre l'incredulità potrebbe trovarsi a disagio se, sulla base degli esami storico- scientifici, dovesse essere obbligata a comporsi con la convinzione di avere in mano il lenzuolo in cui Cristo fu avvolto"(4 maggio 1990).




Itinerario ostensione - Ostensione 2000 - Bilancio 1998 - Album delle ostensioni - Rassegna stampa - L'incendio - Filmati - Home page