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Il motto dell'ostensione 1998


Sulla scia del segno della passione di Gesù si pone quel piccolo segno che è l'immagine sindonica. Essa si propone per essere vista, è data per tutti, parla di salvezza, non di quella che l'uomo vorrebbe darsi, ma di quella che giunge solo attraverso la morte e risurrezione di Cristo. A questi temi richiama l'enunciazione del motto dell'ostensione: Tutti gli uomini vedranno la tua salvezza.

Tutti gli uomini sono, nell'intenzione del Padre, i beneficiari della redenzione di Gesù. Tutti ne hanno bisogno e Dio 'ha bisogno' di tutti, nel suo amore di Padre. Chi è venuto in contatto con le manifestazioni di questo amore ha il dovere di comunicarlo ad altri. In questa economia si pone anche la prospettiva degli obiettivi dell'ostensione, che vuol dire al più gran numero possibile di uomini, a 'tutti', che Dio è amore misericordioso. Perché nessuno è escluso, tutti sono invitati anche a udire il messaggio di questo segno. E noi, a cui il Signore affida la gestione di esso, vorremmo che il nostro servizio rendesse la nostra testimonianza il più trasparente ed efficace possibile.

Vedranno un'immagine e dovranno essere aiutati a interpretarla come un 'segno'. Non si fermeranno all'immagine, ma attraverso ad essa andranno al Gesù di cui ci danno testimonianza i vangeli, quel Gesù che gli uomini hanno incontrato sulle strade della Palestina e che è venuto loro incontro in mille modi misteriosi nel corso dei secoli: quel Gesù che s'è lasciato contemplare sulla croce eretta sul Golgota. Visione commovente e conturbante, che diventerà portatrice di salvezza se diventerà capace di esprimere fede e amore..

La tua salvezza sembra un oggetto ben lontano da quello percepito guardando la Sindone, testimonianza della crudeltà degli uomini. Ma lo sguardo affinato dalla fede intravvede una forza di rigenerazione proprio nella sofferenza che ha tolto la vita. La morte di Gesù è stata "per la vita del mondo" e il modo straziante nel quale è avvenuta attesta la dimensione infinita dell'amore di chi l'ha affrontata.

è la tua salvezza, perché solo lui può sopperire all' impotenza dell'uomo, dare all'uomo la garanzia che la sua attesa non è esposta alla delusione. Ed è salvezza secondo il suo stile misteriosissimo, che fa diventare feconda la morte e ha il coraggio di chiedere all'uomo anche l'accettazione della propria morte.
Ma è, nonostante questo, salvezza vera, l'unica vera. Salvezza attraverso la croce di Cristo e anche attraverso la partecipazione dell'uomo alla vicenda di Cristo. Salvezza da ogni forma di male, da quello che ogni uomo vede e da quello che non vede, ma è causa profonda di ogni male che si vede: la dimenticanza di Dio, la pretesa di vivere come se il suo amore non avesse il diritto di interpellarci.

La Sindone è un povero segno, che non diventa prezioso per l'interesse che desta tra gli scienziati e i polemisti. La Sindone non è Cristo, ma solo rimando a lui. Come rimando, ha la possibilità di divenire eco di vangelo, evangelo essa stessa, per il messaggio che proclama, alla stessa maniera di Gesù: "Convertitevi - e credete!"




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