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Poster 2000

Tesi, la risposta tecnologica al "Progetto conservazione Sindone"

simbolo giubileo 2000

 

Dopo l’incendio, il 12 aprile 1997, della cappella del Guarini adiacente al Duomo di Torino, dove la Sindone veniva conservata, il problema della conservazione e della sicurezza del Telo è diventato, se possibile, ancora più importante. La Commissione per la Conservazione istituita dall’allora Custode della Sindone card. Saldarini, e composta di esperti di livello internazionale, studiò in modo approfondito le complesse questioni legate alle condizioni ottimali di conservazione e alla necessità di poter accedere in sicurezza alla Sindone in occasione delle ostensioni. La prima fase del «progetto di conservazione» ha portato alla realizzazione di una teca per l’Ostensione del 1998; tale Teca si è limitata a rispettare i requisiti richiesti da un evento di breve durata come l’ostensione. Per la conservazione, invece, si è resa necessaria una teca specifica con requisiti tali da richiedere le più aggiornate tecnologie di progettazione e fabbricazione. La Commissione diocesana per la Conservazione si è rivolta quindi ad Alenia Spazio, esperta nella progettazione e realizzazione di moduli spaziali pressurizzati, per uno studio di fattibilità di un sistema che rispondesse ai requisiti imposti dalla condizione di conservazione (lo studio del lettino di supporto del telo sindonico veniva affidato alla Microtecnica).

Lo studio affidato all’Alenia si è poi concretizzato nella progettazione e realizzazione del sistema TESI (Teca per la Sindone).

 

I Requisiti

I requisiti imposti dalla condizione di conservazione sono:

Alloggiare un carrello (realizzato da Microtecnica) scorrevole ed estraibile sul quale la Sindone viene fissata in posizione distesa (m. 4,5x 1,3)

Elevata tenuta ermetica, in modo da evitare un sistema di alimentazione continua dell’atmosfera interna (miscela di Argon umido con 0,2 - 0,3% di Ossigeno) presente nella attuale teca per l’Ostensione

Sovrapressione interna per evitare la contaminazione dall’ambiente esterno.

Controllo continuo della pressione e della temperatura interna

Utilizzo di materiali che non presentano fenomeni di outgassing (rilascio di sostanze volatili).

Possibilità d’osservazione della Sindone, periodica od occasionale, senza toglierla dall’atmosfera inerte in cui si trova.

Possibilità d’estrazione rapida della Sindone in casi di emergenza.

Pesi e volumi contenuti, per facilitare le movimentazioni all’interno della Cappella dove sarà alloggiata.

 

Il Progetto

Uno dei requisiti guida per la configurazione della Teca è una limitata sovrapressione interna, necessaria per garantire le condizioni di sicurezza e non provocare cedimenti nella struttura della teca stessa. Si è realizzato quindi un sistema a volume variabile in modo da compensare le variazioni di volume dovute alle variazioni di pressione e temperatura. Con questo espediente la teca è sempre soggetta ad una sovrapressione compresa tra 3 e 15 mbar.

L’aver limitato la pressione interna a pochi mbar ha permesso di progettare la teca con superfici piane, con i notevoli benefici di configurazione che una soluzione del genere comporta:

  • dimensioni e peso contenuto

  • porta di accesso di dimensioni limitate e bassi carichi dovute alla pressione

  • sistema di accesso adattabile a condizioni di emergenza.

  • possibilità di utilizzare ampie aree di ispezione visiva.

 

La teca è quindi stata realizzata scavando un piastrone unico di una lega di alluminio, ricavando, mediante lavorazione meccanica, le nervature di irrigidimento esterne e le guide interne per lo scorrimento del lettino che sostiene la Sindone e le due finestrature di testa per l’alloggiamento della porta di accesso da un lato e d’una piastra passaparatia dall’altro.

Il coperchio della teca è costituito da un unico cristallo corazzato, il quale permette una completa visione del telo sindonico.

Lo spessore del cristallo è stato definito in modo tale che il suo peso sia pari alla forza esercitata dalla pressione interna. In questo modo è come se il cristallo “galleggiasse” e non subisce quindi deformazioni nel tempo. Una bordatura non continua blocca il cristallo alla struttura.

La teca è posizionata su un carrello, sempre progettato e realizzato da Alenia, che ne permette la movimentazione. Per non creare distorsioni del piano su cui è appoggiata la teca, un sistema meccanico aziona contemporaneamente i piedi di fissaggio al terreno. Nella parte inferiore del carrello è alloggiato il sistema di compensazione per il controllo della pressione interna.

 
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