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Una
nuova teca, al termine della prossima ostensione, custodirà la Sindone:
si integra così l'attuale struttura, con un «contenitore» adatto ai
periodi in cui il Telo non viene esposto.
Dall'aprile
'98, la Sindone è collocata, distesa orizzontalmente su un supporto
scorrevole, in una teca di acciaio balistico con cristallo superiore di
sicurezza, del peso di 2,5 tonnellate, sorretta da un carrello circa dello
stesso peso che ne consente anche la rotazione per il posizionamento
verticale durante le ostensioni. All'interno della teca, realizzata con il
contributo della Società italiana per il Gas, un'atmosfera di gas inerte
impedisce ogni processo di ossidazione sulla Sindone, mentre una minima
presenza di ossigeno (0,5%) evita il rischio dello sviluppo di
microorganismi anaerobici. L'umidità dell'atmosfera interna è mantenuta
intorno al 50-60%, valori prossimi a quelli degli ambienti naturali nei
quali in precedenza era stata conservata, per non alterare la condizione
nella quale, nel tempo, si sono stabilizzate le fibre di lino.
Questa
struttura, progettata prima dell'incendio del '97, è ottimale per i
periodi di ostensione, ma per il suo peso non risulta attualmente idonea
alla collocazione scelta per la conservazione del Lino quando non viene
esposto. Non essendo più agibile la Cappella guariniana, il Telo al
termine dell'ostensione verrà infatti collocato nella cappella sinistra
del transetto, sotto la Tribuna Reale, e il peso della teca, abbinato al
suo ingombro, renderebbe necessarie opere strutturali di adattamento e
consolidamento giudicate incompatibili con la natura dell'edificio del
Duomo. La nuova teca ed il relativo supporto scorrevole per la Sindone,
realizzati (rispettivamente dall'Alenia Aerospazio e dalla Microtecnica)
con l'utilizzo delle più progredite tecnologie aerospaziali (teca e
supporto sono entrambi ottenuti da lavorazione di fresa di un blocco
monolitico di lega aeronautica di alluminio), raggiunge un peso,
comprensivo del carrello di supporto, di circa una tonnellata che ne
consente invece un'agevole collocazione in qualsiasi area del Duomo.
La
nuova teca assicura una perfetta tenuta ermetica ed è collegata ad un
sistema di soffietti di compensazione in acciaio inossidabile che consente
di contenere ad un valore estremamente basso (pochi mBar) la
sovrapressione interna rispetto all'esterno, anche al variare delle
condizioni atmosferiche ed ambientali. In questo modo è stato possibile
limitare considerevolmente gli sforzi che agiscono sulle pareti e
realizzare quella superiore in cristallo, consentendo quindi la visibilità
del Telo anche nei periodi di conservazione.
Per
la generazione ed il monitoraggio dell'atmosfera gassosa all'interno della
nuova teca verrà ancora impiegato, con minime modifiche, l'impianto
attualmente utilizzato per quella di ostensione (realizzato dalle ditte
Tecnodelta e B.R.T.).
La
cappella dove sarà conservata la Sindone, dotata anche di un impianto di
termostatazione per assicurare la costanza della temperatura e soprattutto
dell'umidità all'interno della teca, è stata particolarmente potenziata
per quanto concerne la protezione dal rischio di incendio; per questo,
oltre alla realizzazione di un robusto controsoffitto ad alta resistenza
al fuoco è stato previsto un impianto automatico di estinzione a gas. In
aggiunta per aumentare ulteriormente la salvaguardia della Sindone da
pericoli di incendio o da eventuali atti vandalici, è stata prevista
un'ulteriore protezione della teca mediante la sua ricopertura con un «sarcofago»
blindato e a prova di fuoco in materiale composito (costruito dalla ditta
A.D.L. con materiali della Sistema compositi e della Promat). Il «sarcofago»
è in grado di scorrere sul pavimento della cappella per consentire
agevolmente ispezioni e controlli sulla teca o sulla Sindone.
Al
termine dell'ostensione la Sindone verrà quindi inserita nella nuova
struttura di conservazione e collocata nella cappella del transetto;
l'attuale teca, dopo alcuni lavori di miglioria e di adattamento, resterà
disponibile per le future Ostensioni.
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