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La Sindone per i giovani

 

«Cos'è la Sindone? Non è solo l'immagine della faccia di Gesù ma l'immagine della pace; l'impronta della sofferenza di tutto il mondo e di tutte le epoche». Queste sono le parole scritte, dopo la visita alla Sindone, da Alessandro, che nel 1998 frequentava la 5ª elementare. Insieme ad altri messaggi di giovani, il suo testo si trova nell'opuscolo «La Sindone e i giovani», edito da «Il capitello» e curato dalla Commissione diocesana Ostensione Sindone.

Scopo del libretto è quello di mostrare quanto siano profondi e significativi i messaggi dei giovani che si sono trovati davanti alla Sindone; messaggi che parlano soprattutto di amore, mistero, violenza, ingiustizia, sofferenza. «Le testimonianze qui contenute - scrive l'arcivescovo di Torino, mons. Severino Poletto nella prefazione - hanno un sapore inatteso: confesso che per me esse sono state di grande arricchimento».

Gli scritti pubblicati sono stati scelti da un'apposita  commissione; 3 di essi (di Giulia di Torino, Davide di Milano e Elisabetta di Rivoli) sono stati premiati con un viaggio a Roma durante la Giornata mondiale della Gioventù.

Nell'opuscolo sono contenuti anche i messaggi di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolarini, di Ernesto Olivero, fondatore del Sermig di Torino e della poetessa Piera Paltro.

 

Il convegno

Gli autori dei messaggi hanno avuto la possibilità di intervenire al convegno «Sindone e Giubileo», che si è svolto giovedì 13 aprile a Torino, presso il Centro Molinette Incontra dell'azienda ospedaliera San Giovanni Battista. Il convegno, proseguimento di un precedente svoltosi nel 1998, intendeva essere una riflessione e un approfondimento culturale sulle tematiche giubilari e sindoniche; era rivolto ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, in particolare a quelli di religione, ed agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori (molto numerosi).

Dopo i saluti di mons. Giuseppe Pollano, vicario episcopale della diocesi di Torino per la pastorale dell'Educazione cattolica, si è tenuta la prima relazione del prof. Franco Ardusso, docente alla Facoltà teologica di Torino, sul tema «Giubileo: radici bibliche e sviluppo storico». Ardusso ha fatto un excursus storico sull’origine del Giubileo e sui diversi «anni santi» celebrati nell’antichità, sottolineando come «ogni giubileo è un tempo di grazia e conversione per i singoli ma anche uno specchio dello stato momentaneo della Chiesa». «Il Giubileo – ha continuato don Ardusso – è inserito nella scansione del tempo ma occorre distinguere tra il nostro tempo, scandito dall’orologio, e quello di Dio, che è quello della festa, del rito, del culto. In questo anno dovremmo appassionarci al tempo di Dio e tornare poi al nostro con mentalità rinnovata».

«Giubileo e Sindone: problematiche ecumeniche» è stato il tema della relazione di mons. Giuseppe Ghiberti, vice presidente della Commissione diocesana Ostensione della Sindone. Ghiberti ha esposto le perplessità dei non cattolici sul Giubileo e sull’ostensione della Sindone. «Si tratta di obiezioni che non devono essere considerate ad ogni costo sbagliate ma occorre tenere presente la distinzione tra i principi e la prassi, e quindi non condannare i principi del Cattolicesimo se in qualche caso sono messi in pratica nel modo sbagliato». Per quanto riguarda  l’ostensione della Sindone mons. Ghiberti ha ricordato come essa coinvolge «credenti e non credenti perché impegna l’intelligenza, il cuore ed il rapporto con la fede».

E sull’«intelligenza emotiva», che nasce dalla spontaneità e non dalla razionalità, è stata incentrata la tavola rotonda «Oltre lo scritto» guidata da Guido Lazzarini, docente presso l’Università degli Studi di Torino, e introdotta dal saluto del Provveditore agli Studi di Torino, Marina Bertiglia. Vi hanno partecipato i ragazzi autori dei messaggi che sono stati pubblicati nell’opuscolo «La Sindone ed i Giovani». L'opuscolo è stato offerto a tutti i partecipanti del convegno e sarà donato agli allievi delle scuole in cui sono stati (o saranno) svolti interventi sulle tematiche sindoniche e giubilari.

Durante la tavola rotonda i giovani hanno ricordato le sensazioni provate durante la visita alla Sindone: «Nella mia vita – ha detto Maurizio, giovane studente di Brescia – mi sono trovato a contatto con la sofferenza di una mia amica anoressica o di giovani donne costrette ad abortire. In quei casi ci si chiede se Dio esiste; ma di fronte alla Sindone ti viene da dire “Dio c’era, non si dimentica di noi, era lì”». Un’allieva della 5ª L dell’istituto biologico Santorre di Santarosa di Torino ha annunciato che la sua classe porterà all’esame di maturità uno studio sulla Sindone.

Il convegno si è concluso con l’intervento dell’assessore alla Cultura del Comune di Torino, Ugo Perone, su «Giubileo e bisogni dell’uomo»: egli ha collegato alcuni aspetti essenziali della vita degli uomini, come la nascita e la capacità di ricominciare, alla celebrazione del Giubileo. Ha sottolineato, inoltre, che «occorre ricercare un senso più generale per la celebrazione del Giubileo e collegarlo con i diversi significati che ciascuno di noi può dare all'Anno Santo».

Monica Gallo


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