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Confraternita del SS. Sudario di Torino
Via San Domenico 28
10122 Torino - Italia
Tel./fax: 011.4365832
e-mail: sindone@tin.it
Orario: 8-12; 15-19
Durante l'Ostensione (12 agosto - 26 ottobre) dalle 9 alle 20(ultima entrata)
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Biglietto: £. 10.000 (intero); £. 8.000
(minori di 13 anni e maggiori di 65 anni e gruppi superiori alle 20 persone); scuole: £. 5.000 (gratuito per gli insegnanti
accompagnatori); gratuito per i bambini al di sotto dei 6 anni di età
Visita: è sempre guidata, inizia ogni 30 minuti e dura circa un'ora. Per la prenotazione delle visite telefonare al numero verde 800.329.329
Gruppi: appuntamento telefonico consigliato per gruppi superiori a 30
persone |
DOVE E PERCHÈ
PERCORSO SCIENTIFICO
PERCORSO STORICO
SUPPORTI MULTIMEDIALI
PERCORSO PER NON VEDENTI
LA CONFRATERNITA DEL SS.SUDARIO DI TORINO E LA
SUA CHIESA
Presso il Museo è possibile acquistare la maggior parte dei libri e
del materiale in commercio sulla Sindone.
Materiale documentario: il Museo è dotato di libreria specializzata
sulla Sindone.
L'archivio, la biblioteca e la fototeca sulla Sindone sono a disposizione dei ricercatori.
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La cripta della Chiesa del SS. Sudario in cui è
allestito il Museo della Sindone
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Il Museo della Sindone si trova nella cripta della chiesa del SS.
Sudario di Torino. La nuova sede è stata inaugurata il 15 aprile 1998, dopo i restauri
che hanno riscoperto le particolarità strutturali del suggestivo vano ipogeo. Ora la
cripta si anima di affreschi virtuali sul tema della Passione di Gesù, proiettati da 15
macchine sulla volta e nelle nicchie, che lentamente ma continuamente mutano accompagnando
il visitatore. Il Museo nasce nel 1936, per ripercorre le tappe della storia del Lenzuolo
e delle ricerche scientifiche che hanno indagato sulla sua immagine, raccogliendo i
reperti conservati dalla Confraternita del SS. Sudario.
Il Museo propone al visitatore uninformazione completa sulle ricerche sindonologiche
dal 500 ad oggi, cogliendo gli aspetti storici, scientifici, devozionale ed
artistici. |
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La storia della ricerca scientifica inizia un secolo fa, nel 1898,
e da allora ricercatori di varie discipline hanno tentato di "leggere" la
Sindone e la sua immagine, per cercarne di svelarne i misteri.
Nel Museo sono esposte le lastre ufficiali delle riprese fotografiche effettuate nel 1898
da Secondo Pia e quelle scattate nel 1931 da Giuseppe Enrie. Da esse presero il via tutte
le indagini scientifiche successive, che vengono documentate nel museo, culminate nella
stupefacente immagine tridimensionale del volto dell'Uomo della Sindone elaborata da
Giovanni Tamburelli nel 1978. |
L'apparecchio con cui Secondo Pia effettuò la prima
ripresa fotografica della Sindone il 25 e il 28 maggio 1898
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Esperimento di G. Judica Cordiglia volto a ricreare in
laboratorio l'immagine sindonica (anni '940)
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Ampio spazio è dedicato ad ulteriori studi: sul tessuto e la sua
tessitura, sulle microtracce (pollini, sangue, aloe, mirra, aragonite...), sulle indagini
medico-legali, sulle impronte delle monete lasciate sul Lenzuolo, sull'analisi
iconografica...
Di grande rilievo scientifico è la raccolta delle tele utilizzate dai ricercatori per
spiegare in laboratorio la formazione dellimmagine sindonica. Le tele sono il frutto
degli esperimenti di Paul Vignon effettuati allinizio del secolo, di G. Judica
Cordiglia e R. Romanese negli anni 940, di S. Rodante negli anni 970-990
e di P. Baima Bollone negli anni 980. Infine, quelle di V. Pesce Delfino, più volte
invocate a favore dellorigine manufatta della Sindone, che tuttavia non esauriscono
tutte le caratteristiche dellimmagine sindonica, a cominciare dalla inalterabilità
nel tempo. |
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Una sezione particolare traccia la storia - quella
ipotetica e quella certa - della Sindone e della sua venerazione, molto viva a Torino ed
in Piemonte a partire dalla seconda metà del XV secolo, quando il Lenzuolo divenne
proprietà di Casa Savoia. Fulcro di tale venerazione, che si esplica nelle periodiche
pubbliche Ostensioni, ben documentate con molto materiale iconografico e numismatico, era
- ed è - proprio la Confraternita del SS. Sudario. |
La cassetta utilizzata per il trasporto della Sindone a
Torino nel 1578 |
Stampa rappresentante un'ostensione "alla moda di
Chambéry", cioè all'aperto con la Sindone sostenuta da un numero dispari di prelati
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Oggetti di particolare significato sono la cassetta utilizzata per il trasporto
definitivo della Sindone a Torino nel 1578 e quella, dargento, che lha
conservata a partire dalla fine del 500 fino al 16 aprile 1998. Per il periodo
anteriore al 1353-56, dopo un accenno al Sepolcro, viene proposta visivamente la teoria -
affascinante e suggestiva - della coincidenza della Sindone con il Mandylion, il Volto
Santo di Gesù venerato per tutto il primo millennio ad Edessa e poi a Costantinopoli. |
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Il percorso espositivo è supportato da sistemi multimediali che
permettono di meglio comprendere -tramite un approccio visivo - levolversi non solo
delle ricerche scientifiche, ma soprattutto delle ricerche eidomatiche svolte
sullimmagine tramite i sistemi informatici. |
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Il Museo è dotato, in fase sperimentale, di un percorso per non
vedenti, frutto della collaborazione con lUnione Italiana Ciechi-Sezione di Torino,
Inoltre è stato pubblicato dalleditore Silvio Zamorani il libro "Toccare la
Sindone", in nero ed in braille, stampato in serigrafia con inchiostro trasparente a
rilievo e corredato da unaudiocassetta. Il libro è funzionale alla visita al Museo
ed alla conoscenza della Sindone. |

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La Confraternita del SS. Sudario, proprietaria del Museo, venne costituita nel 1598, venti
anni dopo larrrivo della Sindone a Torino.
Allinizio del Settecento, in seguito agli editti di Vittorio Amedeo II, costruì
(1728) e gestì il primo ospedale per il ricovero dei malati di mente dello Stato sabaudo.
Per la chiesa, gioiello del rococò piemontese, venne scelto il progetto del confratello
ing. Mazzone. La chiesa (1734-35), priva di apertura verso lesterno, in quanto
oratorio privato della Confraternita e dellospedale, risultò a navata unica (23x12
m). La parte ornamentale ad affresco della volta e del presbiterio fu affidata al
veneziano P. Alzeri e al torinese M.A. Milocco. A questultimo si deve anche la pala
dellaltare maggiore, raffigurante il beato Amedeo IX, la B.V. delle Grazie e la
"Trinità sindonica".
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M.A. Milocco, la "Trinità sindonica" con la
B. Vergine delle Grazie e il beato Amedeo IX di Savoia. Pala della chiesa del SS. Sudario
(ca 1735). |
C. Gherlone, La venerazione della Sindone da parte del
Clero durante l'Ostensione del 1931.
Si noti la cornice in cui il Lenzuolo è collocata: attualmente si trova sull'altare
maggiore della chiesa del SS. Sudario |
Nel 1761-65 in occasione dellinizio di una nuova attività di
tipo catechistico e di "cura religiosa" a favore dei soldati e dei loro
familiari residenti nei vicini Quartieri Militari, la chiesa venne aperta al pubblico
perdendo la sua peculiarità di oratorio. Fu, perciò, realizzata la facciata, con tutta
probabilità di G. A. Paracca, che ripropose lo schema castellamontiano della
Sainte-Chapelle di Chambéry, dove la Sindone era conservata nella prima metà del
500. Subito dopo venne realizzato il campanile dallo stesso Paracca.
Attualmente nellambito della Confraternita è attivo il Centro Internazionale di
Sindonologia, costituito nel 1959 con decreto arcivescovile, continuando lattività
dei Cultores Sanctae Sindonis, che sin dagli anni 30 si occuparono dello
studio e della Sindone e della conservazione del Museo. |
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