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Antonello da Messina
(Messina, 1430 circa - 1479)
Cristo morto sostenuto da un angelo
, 1476 circa, olio su tavola; Madrid, Museo del Prado; cm 74 x 51.
La scena che Antonello sottopone alla nostra attenzione non è narrata da nessun Vangelo. Cristo è già stato deposto dalla croce e sta per essere messo nel sepolcro. Prima di compiere la sepoltura, un angelo piangente ci mostra Cristo morto in tutta la sua drammaticità: il volto con la bocca ancora aperta, le mani cadenti, il fianco squarciato da cui esce sangue in abbondanza. E che dire delle poche gocce di sangue che cadono sul petto immacolato di Cristo dai capelli su cui era stata posta la corona di spine?
Si tratta senza dubbio di un’opera per un committente privato, dipinta per indurre chi la guardava a meditare sulla passione di Cristo. Il realismo con cui è resa la morte, il contrasto fra l’incarnato roseo dell’angelo e quello più cadaverico di Cristo, il dolore estremo dell’angelo, il contrasto fra figure in primo piano e paesaggio, avevano lo scopo di coinvolgere emotivamente lo spettatore e ricordargli a quale prezzo era stata
guadagnata da Cristo la sua salvezza.
Dalle tue piaghe, Signore, siamo stati salvati!
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