2. I racconti evangelici della Passione e della sepoltura di Gesù.

Dipinto di M.Caffaro Rore
"...lo avvolsero in un lenzuolo..." Dipinto di M.Caffaro Rore

L’immagine presente sul lenzuolo della Sindone rimanda alla crocifissione e il fatto che sia impressa sul lenzuolo rimanda alla sua deposizione dalla croce. Per chi legge la passione di Gesù nei vangeli non è tanto difficile da accettare ciò che si vede nella Sindone, quanto piuttosto il modo come l’immagine si è formata sulla Sindone. Non c’è nessuna contraddizione fra quanto leggiamo della sofferenza inflitta a Gesù e quanto constatiamo nell’immagine della Sindone. Questo fatto impressionante impone di scegliere: o all’origine della Sindone vi fu un contatto diretto tra questo lenzuolo e il cadavere di Gesù, o nella storia un altro uomo fu torturato alla maniera stessa di Gesù e poi il suo cadavere fu messo a contatto con questo telo, oppure vi fu un intervento misterioso per noi indescrivibile, ma certamente non la costruzione intenzionale di una reliquia, poiché l’immagine della Sindone sfugge a tutte le spiegazioni di artefatto che finora sono state tentate.
Il discorso si complica quando si cerca di ricostruire le modalità della sepoltura di Gesù. Nelle descrizioni evangeliche esse non sono dettagliate e, fra sinottici e quarto vangelo, si verifica una certa divaricazione. I vangeli non intendevano descrivere dei minimi particolari, quanto sottolineare che nel caso di Gesù si è trattato, nonostante la sua morte da malfattore, di una sepoltura eseguita in modo onorato. Certamente, per una spiegazione della formazione dell’immagine della Sindone, la molteplicità dei panni funebri indicati nei vangeli costituisce un motivo di difficoltà. L’immagine infatti è frutto di una proiezione ortogonale e si concilia male con la descrizione di un avvolgimento che provocherebbe, invece, una proiezione cilindrica.
Nella lettura dei vangeli è dominante l’impressione che agli autori stesse a cuore descrivere il procedimento della sepoltura dalla prospettiva dell’esperienza dei testimoni del sepolcro vuoto e non da quella del trattamento obiettivamente riservato al cadavere di Gesù. La pluralità degli indumenti funebri, che avevano avuto funzione di veri legami tali da incorniciare la immobilità e impotenza di quel corpo, è ora essa stessa ridotta all’impotenza e semplicemente "giace", privata della sua preda. L’intenzione dei vangeli è quella di affermare la presenza di un atto di potere sovrano esercitato da parte di una vita ritrovata. Al di là di questa intenzione convergente, i vangeli trasmettono una rappresentazione poco omogenea del procedimento della sepoltura di Gesù: probabilmente essa si regge su due tradizioni - da una parte, quella di Marco e Matteo, e, dall’altra, quella di Giovanni - che immaginano in modo differente il procedimento della sepoltura. La narrazione sinottica presenta meno difficoltà per la spiegazione della Sindone rispetto a quella giovannea.