Antologia
patristica
Il
sepolcro
Siamo alla ricerca di
notizie esatte sul luogo dove fu sepolto. Fu una tomba costruita da mani duomo,
forse come quelle dei re elevate da terra? Fu un sepolcro monumentale fatto con pietre
collegate insieme, forse coronate nella parte superiore da un fastigio? E quale? Datecela
voi la descrizione esatta di questo sepolcro, o profeti. Diteci in quale sepolcro fu
deposto il suo corpo e come possiamo cercarlo.
Rispondono: "Guardate la solida roccia che avete tagliato, guardate e vedete".
Corrisponde a quella di cui leggete nel Vangelo: "Nella tomba tagliata nella
roccia" (Lc 23,53). Come era? Che apertura aveva? Ci risponde un altro profeta:
"Mi hanno fatto perire chiuso in una fossa e hanno gettato su di me una pietra (Lam
3,53); per breve tempo mi hanno deposto dentro una pietra, eletta ma preziosa, pietra
angolare ma dinciampo per i giudei e roccia di salvezza per i credenti (1Pt 2,6-8);
hanno piantato me, Albero della vita, nella terra perché essa, maledetta, fosse benedetta
per mezzo mio e ne venissero liberati i morti".
CIRILLO DI
GERUSALEMME, CATECHESI, 13, 35
Quando, dopo la
crocifissione, il Dio di Giuseppe fu deposto da Giuseppe nella tomba, egli che un giorno
aveva salvato dalla cisterna Giuseppe, era custodito come un morto in modo visibile, ma
misteriosamente faceva morire di terrore i suoi custodi.
Una pietra era sul sepolcro, una roccia all'interno, e di pietra divennero le sentinelle
alla vista dell'angelo che, seduto sulla pietra, diceva: "E' Risorto il
Signore!"
Riuniti per i loro meschini raggiri, i giudici degli empi dicevano: "Ecco giace a
terra colui che la terra fece tremare, ovunque noto, ovunque osannato. E' morto colui le
cui opere facevano stupire la terra intera. Stiamo attenti perché l'ultimo inganno non
sia peggiore del primo, e i suoi discepoli non possano sottrarre il corpo, né annuncino a
tutti: "E' risorto il Signore!"
Chiederemo dunque a Pilato un corpo di guardia, e avremo a disposizione delle sentinelle.
Perché, sia vivo o sia morto, Gesù mette paura; in vita ha abolito la legge del sabato,
e se ora risusciterà dai morti avrà abolito la Legge stessa.
Giace morto, ma si spera in lui; si trova tra le bende dei trapassati, ma si attende che
viva.
Perché i suoi discepoli vanno in giro a dire in coro: "Dopo tre giorni vedremo il
Maestro e diremo: E' risorto il Signore?"
ROMANO IL MELODE,
SECONDO INNO SULLA RESURREZIONE 2-3
Il motivo del mio stupore
è questo: come abbia potuto un vergine nascere da una vergine, e come dopo la nascita del
vergine la madre sia restata vergine. Sul fatto che le porte fossero chiuse non c'è
nessun dubbio. Le porte erano chiuse e Gesù è entrato. Colui che entrò attraverso le
porte chiuse non era un fantasma, non era uno spirito, era vero corpo. Così infatti si
esprime: "Guardate, osservate: uno spirito non ha carne e ossa come vedete che io
ho". Aveva carne e ossa, e le porte erano chiuse. In che modo la carne e le ossa
hanno potuto entrare a porte chiuse? Le porte sono chiuse e tuttavia entra uno che noi non
vediamo entrare. Da dove è entrato? Tutte le pareti sono chiuse, non esiste un passaggio
per cui entrare, e tuttavia ci troviamo dentro uno che è entrato e noi non capiamo come
sia entrato. Come sia avvenuto non lo sai, e lo attribuisci alla potenza di Dio.
Attribuisci dunque alla potenza di Dio che uno sia nato da una vergine e che tuttavia
quella vergine sia restata vergine anche dopo il parto. In Ezechiele, quando si parla
della costruzione del Tempio, si legge: "Questa porta posta verso oriente, che guarda
verso oriente, resterà sempre chiusa, e nessuno passerà attraverso di essa ad eccezione
del pontefice". La porta è chiusa e nessuno vi passa ad eccezione del pontefice. Il
sepolcro del Salvatore era stato scavato in una roccia durissima, una roccia compatta che
non presentava nessun punto fragile; e sta scritto che in detto sepolcro nessuno vi era
stato ancora deposto poiché si trattava di un sepolcro nuovo. (
)
State pure in guardia, farisei, state pure in guardia: Dio non si può tener chiuso, non
è possibile tenere Dio chiuso in un sepolcro. Colui che ha creato cielo e terra, che
tiene nel suo pugno e cielo e terra, colui che sostiene il mondo con tre dita non può
essere contenuto in un sepolcro.
GIROLAMO, OMELIA SUL
VANGELO DI GIOVANNI II
Noi dobbiamo quindi impararlo: tutto
ciò che il Cristo ha subito, Lui lha sopportato per noi e per la nostra salvezza,
realmente e non in apparenza; e noi allora diventiamo partecipi delle sue sofferenze. Di
qui la giustissima dichiarazione di Paolo (Rom 6,5): "Se noi siamo divenuti una
stessa pianta con il Cristo, tramite la somiglianza con la Sua morte, noi lo saremo anche
per la somiglianza con la Sua Resurrezione." Allo stesso modo è efficace
l'espressione "una stessa pianta". Poiché di fatto qui è stata piantata una
vigna, e anche noi, con la partecipazione al battesimo della sua morte, siamo divenuti
"una stessa pianta con Lui." Applica il tuo spirito con molta attenzione alle
parole dell'apostolo. Egli non dice: "Noi siamo divenuti una stessa pianta tramite la
morte", ma "tramite la somiglianza con la morte".
In realtà, infatti, una
morte vera ha toccato il Cristo, la Sua anima è stata separata dal Suo corpo e reale fu
anche la sua sepoltura, poiché il suo santo corpo fu avvolto in un lenzuolo puro, e tutto
in lui è giunto a verità. Per noi questa è la somiglianza con la morte e con le
sofferenze; ma quando si tratta della salvezza non è una somiglianza ma la realtà.
CIRILLO D'ALESSANDRIA,
CATECHESI MISTAGOGICHE II, 7
Anche la sua sepoltura ha
qualcosa di mirabile. Infatti, sebbene fosse stato unto da Giuseppe e posto nel sepolcro,
con unazione davvero nuova, egli stesso, sebbene morto, dischiudeva il sepolcro dei
morti. Il suo corpo giaceva nella tomba, ma egli, libero tra i morti, distrutta le legge
della morte, donava il perdono a coloro che stavano nellinferno. Dunque la sua carne
era nel sepolcro, ma la sua potenza operava dal cielo. Si mostrava a tutti attraverso la
realtà del suo corpo perché la carne non era il Verbo, ma era la carne del Verbo.
AMBROGIO. IL MISTERO
DELLINCARNAZIONE, 40
Cristo, luce del mondo dei
ciechi, purificazione dalla lebbra, udito per i sordi, riposo agli affaticati, piede degli
zoppi, lingua dei muti, redentore del mondo e vera salvezza del popolo schiavo, benché
immortale sopportò l'angustia della comune sepoltura e rimane eterno colui che un
sepolcro rinchiuse. Era immortale: morì ed ora vive; egli che prima era Dio è uomo; ora
come Dio dall'umanità sale al cielo accolto nella sacra dimora; come eterno Signore è,
era e verrà.
PAOLINO DA NOLA, CARME
III 217-225
Se tu vedi colui
che ti guida a operare miracoli e ricevere la gloria, guarda, gioisci, rendi grazie a Dio
di aver trovato un tale maestro, ma non ti scandalizzare di vederlo disonorato dagli
uomini, vederlo schiaffeggiato e trascinato a terra: con lardore di un nuovo Pietro
afferra la tua spada, stendi la mano, taglia non soltanto il lobo dellorecchio, ma
la mano e la lingua di colui che osa parlare contro tuo padre. E allo stesso modo se, come
Pietro, tu capisci i suoi rimproveri, in ogni caso riceverai ancora di più per il tuo
grande amore e la tua fede. E ugualmente se, da uomo quale sei, nel tuo spavento tu dirai
: "Non conosco questo uomo", piangi non meno, piangi amaramente su di lui, ma
non farti sommergere dalla disperazione. Io confido che Lui, il Primo, ti ricondurrà a
sé. Se tu lo vedi messo in croce come un criminale, sofferente dalla parte dei criminali,
se lo puoi, muori con Lui: altrimenti non ti unire al malvagio e al traditore, non
condividere con loro il sangue innocente, ma dopo aver abbandonato un momento il tuo
pastore, come uno stolto e un pusillanime, conserva la fede in Lui. Se Lui è liberato dai
suoi lacci, ritorna presso di Lui e, come un martire, veneralo di più: ma se Lui soccombe
ai tormenti, prendi il tuo coraggio, reclama il suo corpo e rendigli i più grandi onori.
Stringilo a te, ricoprilo di profumi e seppelliscilo sontuosamente: di fatto, anche se non
è il terzo giorno, nientemeno lultimo giorno resusciterà. Credilo, Lui si avvicina
a Dio in tutta libertà, anche se tu hai deposto il suo corpo dentro la tomba: invoca
senza esitare la sua intercessione, Lui ti soccorrerà quaggiù, ti guarderà da tutte le
avversità, ti accoglierà alluscire dal tuo corpo e ti preparerà una dimora
eterna.
SIMEONE NUOVO TEOLOGO,
CATECHESI XX, 130-160
"Gesù viene deposto
in un sepolcro nuovo e in un lenzuolo intatto e non sta tra i morti più di quattro
giorni. Per questo egli era "libero tra i morti"; e si desta nel (giorno) numero
tre, il numero libero e santo. In esso egli santifica anche noi con il lavacro dell'acqua,
dicendo che noi dovevamo essere battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo"
ORIGENE, COMMENTO AL
VANGELO DI GIOVANNI (FRAMMENTI LXXIX) |